Sono ancora alti rabbia e sconforto in via Duomo, luogo della tragedia, così come a Forcella, dove Salvatore Caliano viveva, ma in generale in tutta Napoli, sconvolta da quanto accaduto al ragazzo, appena 21 anni. L'altro ieri, nel pomeriggio del 10 luglio Salvatore, che lavorava in un bar in via Duomo, nel cuore di Napoli, ha accettato un lavoretto nello "spacco", nella pausa: pulire il lucernario dell'ascensore di un condominio vicino, per 35 euro, pochi, ma comunque soldi extra, che gli facevano comodo. Peccato che il vetro del lucernario abbia ceduto e Salvatore sia precipitato per circa 10 metri, trovando la morte. Adesso, per dare una mano alla famiglia del ragazzo, quella famiglia che il 21enne cercava di aiutare con il lavoro, sui social network è partita una vera e propria gara di solidarietà.

Come si legge sulla pagina Facebook "Lo sport in Campania" – Salvatore, così come suo aveva fatto suo padre Luigi prima di lui, voleva diventare un calciatore – è stata istituita una Poste Pay per aiutare la famiglia ad organizzare i funerali e ad andare avanti in questo momento di difficoltà. "Diamo tutti insieme una mano ad un papà che ha perso la cosa più cara che aveva – si legge nel post – e non ha la possibilità economica nemmeno di rendergli omaggio come merita perché questo Paese non aiuta i suoi cittadini. Salvatore è morto a 21 anni per lavorare. Salvatore è morto per aiutare la sua famiglia. Aiutiamoci tra di noi. Se qualcuno può offrire anche un lavoro si faccia avanti, la vita gli restituirà il favore!".