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A partire dal 4 maggio, con l'inizio della Fase 2 dell'emergenza Coronavirus, in Campania è obbligatorio indossare la mascherina quando si esce di casa. Tanti sono dunque i cittadini che, nel corso di questa prima settimana di questa nuova fase del controllo della diffusione del virus, si sono adoperati per accaparrarsi le loro scorte di mascherine; di contro, l'alto numero di richiesta ha però alimentato nuovamente anche il mercato del falso: sono 70mila le mascherine contraffatte sequestrate nell'ambito di una operazione effettuata dalla Guardia di Finanza a Caserta e nella sua provincia. Nella fattispecie, in una parafarmacia di Teano, i militari delle Fiamme Gialle hanno sequestrato 204 mascherine Ffp2 che venivano messe in vendita con istruzioni esclusivamente in cinese e che riportavano il marchio CE contraffatto. A Casagiove, in una tabaccheria, i finanzieri hanno invece sequestrato 258 mascherine Ffp2 che venivano accompagnate da una certificazione risultata completamente falsa. Dal fornitore, un grossista di genere alimentari di San Nicola la Strada, i militari hanno sequestrato altre 3.548 mascherine.

E ancora, 19mila mascherine, certificate da un ente cinese non autorizzato, sono state invece sequestrate da un rivenditore di ricambi per auto a Capua. Infine, 46mila mascherine sono state sequestrate ad Aversa, nel deposito di una impresa di ingrosso di materiale informatico, importate direttamente dalla Cina e accompagnate da etichettature artigianali riportanti dati non veritieri e contraffatti. Le operazioni delle forze dell'ordine a contrasto della vendita di dpi contraffatti continueranno anche nei prossimi giorni.