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Si erano presentati, pistola alla mano, a nome di "quelli che comandano", a cui tutti dovevano pagare per poter lavorare senza problemi. Questa volta, però, invece dei soldi sono arrivate le manette: la vittima ha denunciato e loro sono stati bloccati dopo veloci indagini. I due accusati, che si erano qualificati come emissari del clan, sono stati rintracciati in esecuzione di un provvedimento di fermo emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli con l'accusa di estorsione e porto illegale di armi aggravati da metodo e finalità mafiose: secondo le indagini sono vicini a clan di camorra attivo tra Frattamaggiore, Frattaminore e Cardito.

I due avevano preso di mira un negozio aperto da poco a Frattamaggiore, comune a Nord di Napoli. Dopo circa un mese dall'inaugurazione il proprietario se li era trovati davanti con la più classica delle richieste: per restare aperto avrebbe dovuto avere il consenso di "quelli che comandano". In quella zona, hanno detto all'uomo, la tranquillità si paga, e a rate: la prima al momento, le altre a Natale, a Pasqua e a Ferragosto. Per mettere le cose in chiaro ci erano andati armati, e avevano puntato la pistola contro il titolare. L'imprenditore aveva però deciso di non sottostare al ricatto e aveva chiesto l'aiuto alle forze dell'ordine. I carabinieri della stazione di Frattamaggiore hanno ricostruito l'episodio ascoltando alcuni testimoni che si trovavano nei pressi del negozio e avevano visto e sentito gli emissari del racket e ulteriori riscontri sono arrivati dalle immagini della videosorveglianza, che hanno ripreso la coppia mentre minacciava il commerciante. I fermi sono stati eseguiti dai carabinieri della Compagnia di Giugliano in Campania.