Non solo polvere, fratture e segni dei secoli sulla cupola della chiesa di San Francesco di Paola, ma anche enigmatiche scritte da interpretare e ricostruire come un puzzle. Le operazioni di pulitura avviate pochi giorni fa in piazza del Plebiscito a Napoli – diventata ormai un laboratorio di cantieri a cielo aperto, tra l'impalcatura che avvolge Palazzo Reale e quella che abbraccia la basilica napoletana – hanno portato alla luce antiche scritte in ebraico non ancora decifrate.

Si tratta di frammenti, sillabe, trascurabili resti lasciati sulla superficie della cupola del ottocentesca dalla mano di autori sconosciuti il cui scopo era lasciare una traccia, un messaggio, e rinvenuti dopo diversi lustri dai rocciatori al lavoro sul cantiere. Un mistero ancora tutto da svelare e che dovrà attendere il completamento dei lavori prima che si possa procedere con l'interpretazione di segni e scritte. L'unico elemento estrapolato finora è il nome ebraico "Hanah", assemblato unendo le varie sillabe in maiuscolo sparse sulla superficie.