Una scena da Arancia Meccanica, o da Gomorra: parola della madre di Arturo, il 17enne napoletano accoltellato in pieno centro a Napoli, tra Piazza Cavour e via Foria, proprio nei pressi della Stazione dei Carabinieri "Giuseppe Garibaldi". Venti coltellate al giovane, l'ultima alla gola, alle cinque del pomeriggio tra passanti attoniti e sconvolti dalla scena.

La madre racconta, in una lunga intervista rilasciata al Mattino, quegli attimi ricostruiti solo dopo l'aggressione subita dal figlio. Lei era a casa, quando la chiamano al cellulare: il figlio Arturo, appena uscito per ritirare un certificato medico per il fratello, era a neanche dieci minuti a piedi da casa. "Niente di grave", le dice la voce al telefono, pur chiedendole di arrivare in fretta sul posto. Lampeggianti della Polizia, passanti, una scena da film: Arturo a terra, in un lago di sangue tenendosi le mani attorno al collo per tentare di fermare l'emorragia. Prima di perdere conoscenza fa solo in tempo a dire di essere stato fermato, provocato ed infine aggredito senza motivo da quattro ragazzini più piccoli.

"Mi è sembrato di vivere Gomorra sulla mia pelle", ha spiegato la madre del giovane, lavoratrice professionista come il padre. "Non dormo da due giorni e non mi muovo da qui. I medici mi hanno detto che faranno il possibile, anche i compagni di scuola sono rimasti qui al pronto soccorso fin quando non hanno saputo che ce l'avrebbe fatta". E sui responsabili, è chiara: "In giro ci sono quattro bestie criminali che potrebbero sgozzare chiunque. Bisogna fermarli a tutti i costi. Vi prego fatelo prima che sia troppo tardi altrimenti avrò difficoltà a continuare a credere nella giustizia e nella legalità. Così come ho sempre insegnato anche a mio figlio".