Dopo il caso Whirlpool a Napoli, con 430 lavoratori che rischiano di perdere il posto di lavoro per l'annunciata chiusura dello stabilimento di via Argine, altri 350 lavoratori rischiano di essere licenziati. La multinazionale statunitense Jabil, che opera nel settore della produzione di componenti elettroniche, ha infatti annunciato di aver avviato la procedura per il licenziamento di 350 dipendenti che lavorano nello stabilimento di Marcianise, nella provincia di Caserta. In una nota della società si legge che il licenziamento dei 350 dipendenti è "essenziale per assicurare l'operatività futura del sito di Marcianise in un ambiente di mercato altamente concorrenziale".

La chiusura del sito di Marcianise, però, non sembra essere una opzione presa in considerazione dall'azienda. "Questa scelta – si legge ancora nella nota – non è in alcun modo una valutazione negativa del duro lavoro e dell'impegno di questa grande squadra, bensì un passaggio essenziale per mettere in sicurezza l'esistenza futura dello stabilimento". C'è da ricordare, però, che anche nel 2015, quando la Jabil rilevò lo stabilimento della Ericsson, sempre nel Casertano, ci furono tagli che poi si tramutarono in un esodo volontario.

Il Mise convoca un incontro con la Jabil

Appresa la notizia dell'avvio della procedura dei 350 licenziamenti, il Ministero dello Sviluppo Economico, come si apprende da una nota diramata, ha convocato un incontro con i vertici dell'azienda statunitense per discutere del futuro del sito di Marcianise e dei suoi lavoratori. L'incontro è previsto per giovedì 27 giugno alle ore 10 alla sede del Mise a Roma, dove invece domani avrà luogo l'ennesimo incontro con la Whirlpool per decidere del futuro dello stabilimento di Napoli Est.