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La Sun ammette “con riserva” gli studenti che hanno vinto il ricorso al Tar

È polemica sulle decisioni del consiglio dei corsi di laurea i Medicina e chirurgia e Odontoiatria della Seconda Università di Napoli. L’ateneo immatricola “con riserva” gli studenti che hanno vinto il ricorso al Tar contro le irregolarità del test di ammissione. Resteranno fermi fino a gennaio.
A cura di An. Mar.
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È polemica sulle decisioni del consigli di laurea delle facoltà di Medicina chirurgia e di Odontoiatria e protesi dentaria di immatricolare con riserva gli studenti che hanno vinto il ricorso al Tribunale regionale del Lazio, rinviando l'iscrizione effettiva ai corsi al mese di gennaio 2015. Il Tar del Lazio ha infatti dato ragione agli studenti sulle irregolarità del test di ammissione denunciate dai ricorrenti e decretando la loro regolare ammissione ai corsi.

"La Sun ha inaugurato una nuova frontiera della discriminazione – commenta Angela Cortese, segretario della commissione regionale Istruzione e Ricerca Scientifica – pochi giorni fa, infatti, il consiglio di Corso di laurea in Medicina e chirurgia e di Odontoiatria e protesi dentaria dell'ateneo ha deliberato l'inizio delle lezioni dal 20 ottobre per i soli vincitori del concorso di ammissione, disattendendo di fatto un'ordinanza del Tar del Lazio. Gli studenti che si sono immatricolati dopo aver vinto il ricorso presentato presso il Tribunale amministrativo contro le irregolarità nel test di ingresso, infatti, sono stati immatricolati con riserva e dovranno restare fermi un giro. Fino a gennaio, cioè. Un'ingiustizia intollerabile – continua Angela Cortese – La Seconda Università di Napoli è tenuta a fare una sola, semplice cosa: attenersi al pronunciamento del Tar, ammettendo con effetto immediato i vincitori del ricorso alle lezioni frontali. Perché questo avvenga, ho presentato ieri un'interrogazione a risposta scritta all' assessore all'Università e alla Ricerca Scientifica della Regione Campania Guido Trombetti, sollecitandolo a fare tutto quanto nelle sue prerogative per l'immediato ripristino del principio di legalità. Affinché, dunque, ai ricorrenti venga riconosciuto al più presto il sacrosanto diritto allo studio, così come sancito dall'ordinanza del Tar del Lazio"

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