"Mi dispiace, i biglietti sono finiti. Quando arrivano? boh, in questi giorni". È la laconica spiegazione che hanno ricevuto molti passeggeri che oggi, 26 maggio, hanno cercato di acquistare un biglietto di corsa singola per la Funicolare di Chiaia e per gli autobus, quello aziendale di Anm, che costa 1.10 euro. Edicole e tabaccai sforniti, ultima risorsa le macchinette automatiche, ma anche quelle hanno ben presto finito le scorte: sono rimasti disponibili, e nemmeno ovunque, soltanto i biglietti Tic, quelli del percorso integrato che consentono di prendere più mezzi nell'arco di 90 minuti ma che costano 1.60, ovvero 50 centesimi in più.

Il problema, come si legge in un cartello esposto nella Funicolare di Chiaia da un edicolante stufo di ripetere ad ogni passeggero la stessa spiegazione (e di subire gli improperi), è nella distribuzione: "Per inadempienze del Consorzio sono finiti i biglietti 1.10. Il consorzio ha finito i biglietti, non è colpa nostra". Qualcuno li ha ancora, ma è possibile trovarli solo in zone meno trafficate, e si tratta delle vecchie forniture. Sembra anche paradossale, ma vengono venduti razionati: uno, al massimo due per ogni utente. E non sarebbe una difficoltà delle ultime ore: i biglietti sono mancati anche nel weekend, e qualcuno ha fatto ricorso alla vecchia pratica di scavalcare il tornello.

Resta la possibilità dell'acquisto online, tramite cellulare. Ma anche qui i problemi non mancano. Volendo escludere gli utenti meno avvezzi alla tecnologia, come potrebbero essere molte persone anziane, proprio sul sito di Anm si legge infatti che il servizio di Mobile Ticketing è disponibile solo per i clienti Tim, Vodafone, Wind e H3g: in altre parole, sono tagliati fuori tutti gli altri operatori, compresi quelli virtuali che negli ultimi anni occupano una buona fetta del mercato.

Difficile cercare anche informazioni su Internet. Anzi, se si prova a cercare all'indirizzo web che nel 2015 era stato presentato come sito del biglietto integrato (www tic-campania punto net, ma non conviene cliccare) si accede a siti di spam, pubblicità, scommesse e virus informatici. Il nome del sito è cambiato e la gestione è passata al consorzio Unico, ed evidentemente il dominio non è stato più rinnovato ed è stato abbandonato, ma quell'indirizzo è ancora presente sulle brochure che si trovano online e compare addirittura sulle edizioni 2020 di alcune guide francesi.