Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Monica Buonanno, Assessore alle politiche sociali e al lavoro del Comune di Napoli, in risposta all'intervista rilasciata a Fanpage.it da padre Alex Zanotelli e pubblicata lo scorso 7 maggio, nella quale il prete comboniano attaccava duramente l'amministrazione comunale partenopea. "Non ha fatto nulla per gli ultimi, zero assoluto".

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"In questo momento la città di Napoli ha bisogno di tanto, ha bisogno di azioni forti e decise, di risorse ingenti, politiche ben posizionate e servizi dedicati, ma di certo vanno messi da parte rabbia e livore contro chi prova ad amministrare la cosa pubblica con serietà e coerenza. E se la politica è mettersi al servizio del prossimo, allora è ciò che ha fatto il Comune di Napoli, dalle prime evidenze dell'emergenza CoViD: siamo stati e siamo ancora a lavoro h24 per garantire le migliori condizioni a tutti i nostri cittadini in una fase molto, molto delicata.

In particolar modo, abbiamo dedicato tutti nostri sforzi ai cittadini più fragili, a coloro che si sono trovati di colpo esclusi dalla vita sociale ed economica e da ogni fonte di sostentamento: con la misura del bonus spesa abbiamo preso per mano 26.712 nuclei familiari in tutta Napoli (come mostrano i grafici allegati), per un totale di circa 130mila persone. In questo modo abbiamo raggiunto famiglie che vivevano di sommerso, non censite dai servizi sociali, persone in difficoltà finora sconosciute: abbiamo potuto definire la “soglia della povertà economica” e stratificare le fragilità sociali a seconda delle necessità che presentano. E, in questo frangente, vale la pena ricordarlo, siamo l’unica Amministrazione in Campania che ha aperto il bando del bonus spesa anche a richiedenti asilo, protezione internazionale e a chiunque avesse la residenza di prossimità.

Agli altri cittadini in difficoltà, è stata garantita la massima attenzione: in un primo momento grazie alle donazioni degli esercenti e della grande distribuzione organizzata, poi investendo le donazioni dei cittadini sul fondo “Cuore di Napoli”. Ad oggi, abbiamo consegnato oltre 2.500 confezioni alimentari e altrettante ne arriveranno nei prossimi giorni. In più, abbiamo donato numerose derrate alimentari e dispositivi di protezione individuale alle mense della Caritas, ai campi rom, agli anziani della casa di riposo Signoriello, al centro di prima accoglienza in via de Blasiis, garantendo loro un cospicuo approvvigionamento e la messa in sicurezza dal virus. Abbiamo attivato un numero telefonico dedicato per supportare le persone nella compilazione della domanda del bonus alimentare e nella richiesta degli alimenti a casa, oltre a fornire una guida per i bandi relativi ai contributi per il fitto e per le persone con disabilità.

In questi due mesi di emergenza, abbiamo garantito la continuità del lavoro dei Centri di Servizio Sociale Territoriale, primo punto di ascolto delle esigenze sociali sul territorio, cui si sono aggiunti gli interventi straordinari degli operatori OSA della Napoli Servizi e dell’assistenza domiciliare (ADSA) per supportare, aiutare e raggiungere le persone in difficoltà.

Per essere certi di arrivare ovunque ve ne fosse bisogno, abbiamo esteso l’orario della Centrale Operativa Sociale alle 24h per i servizi di gestione delle emergenze sociali, telesoccorso e front office telefonico.
Per aiutare e supportare i cittadini senza dimora, sono state consolidate le tre Unità di strada; il Centro di Prima Accoglienza di via De Blasiis (ex dormitorio pubblico) è stato trasformato, dopo decenni di attesa, in residenziale, ossia attivo giorno e notte; gli ospiti sono stati visitati da medici volontari due volte alla settimana; sono rimaste attive le convenzioni con i centri “La Palma” e “La Tenda” e aperte le stazioni metro di Museo e Municipio con possibilità di usufruire dei servizi igienici e di trovare riparo anche durante l’orario diurno, oltre che sono stati riaperti i servizi igienici, accoglienza e armadio sociale del drop in di via Tanucci. Stiamo inoltre ragionando sui posti liberi negli SPRAR, per verificarne l'uso per altri target ad alto rischio.
Abbiamo chiesto, infine, al Governo di rifinanziare il fondo assegnato ai Comuni per garantire un aiuto concreto anche alle tante famiglie che sono in uno stato di profonda difficoltà economica a causa del Covid19, per arrivare anche a coloro che hanno un reddito minimo ma che comunque non riescono a sostenersi da soli. Oltre a quanto promosso direttamente dall'Amministrazione, abbiamo lavorato in sinergia con il Centro Servizi Volontariato di Napoli, la Prefettura, la Caritas, la Croce Rossa, la Comunità di S.Egidio. Abbiamo visitato strutture per verificarne la funzionalità per i senza dimora e ci siamo scontrati con le difficoltà burocratiche legate alle esigenze delle nuove norme igienico sanitarie.

E su questo punto stiamo continuando a lavorare, in silenzio, a pancia bassa, con Prefettura e Demanio. E su tutto questo, lo sforzo trasversale, incessante, di non lasciare spazio a chi avesse inteso questo momento di tragedia come momento per sciacallare o, peggio ancora, per sfruttare il momento per acquisire consensi poco limpidi. Si poteva fare meglio, si poteva fare di più, noi siamo orgogliosi di quel che abbiamo fatto, consapevoli che si può sempre migliorare e che ci sono tempi prossimi e modi diversi per confrontarsi sulle continue e ripetute strumentalizzazioni sulla pelle dei più fragili".