Ufficialmente disoccupati, in realtà lavoratori in nero. Così, oltre allo stipendio esentasse, intascavano anche il reddito di cittadinanza: in sei mesi, dal luglio 2019 al dicembre successivo, 35 persone hanno incassato 103mila euro senza averne diritto. Il dato arriva dal bilancio dell'attività 2019 dell'Ispettorato del lavoro di Napoli, che nell'anno appena concluso ha controllato 4.467 aziende, più della metà delle quali sono risultate essere irregolari; il numero complessivo delle ispezioni è in linea con quello degli anni precedenti.

In conseguenza dei controlli, sono stati 570 i provvedimenti di sospensione dell'attività imprenditoriali emessi, che vengono elevati quando il numero dei dipendenti in nero è pari o superiore al 20% di quelli trovati al lavoro. I dipendenti controllati e trovati non in regola sono stati 2.636, di questi 2.021, ovvero il 77%, erano impiegati completamente in nero, quindi privi di tutele previdenziali, assicurative e sociali. Agli inizi di dicembre l'Osservatorio Inps sul Reddito aveva evidenziato che tra Napoli e provincia il 3.75% dei residenti percepisce il sussidio, corrispondenti a 123.673 domande sul totale delle 1.014.429 accettate.

A fine dicembre, invece, la Guardia di Finanza di Caserta aveva scoperto 80 persone che percepivano il Reddito di cittadinanza senza averne i requisiti. C'erano semplici dipendenti che lavoravano in nero ma anche chi si era trovato un lavoro illegale, come chi vendeva souvenir abusivamente davanti alla Reggia di Caserta o cd e dvd falsi, capi di abbigliamento contraffatti e sigarette di contrabbando; 64 persone erano state denunciate all'autorità giudiziaria, le altre 16 erano state segnalate all'Inps.