Napoli è nota in tutto il mondo per la pizza, ma non tutti sanno che nel reticolo di vicoli e strade dal centro storico alla periferia salgono non solo odori di basilico e pomodoro, ma anche delicatissimi profumi di cannella, fiori d'arancio e cioccolato. Accanto al leggendario espresso napoletano, in una dolce pausa per le strade della città partenopea, ecco quali sono le prelibatezze della pasticceria napoletana da gustare. E quali sono le nove migliori pasticcerie di Napoli dove trovarle.

#1. Il Babà della Pasticceria Leone

Una ricetta polacca, rivisitata dai francesi e riadattata dai napoletani con la farcitura cremosa: è il famoso babà che a Napoli potete assaggiare nella storica attraverso pasticceria Leone, oggi guidata  da Alfredo Russo, prima lavorante e ora proprietario del prestigioso laboratorio.
Leone, via Riviera di Chiaia 61 – Napoli

#2. La Sfogliatella Riccia di Attanasio

Nei pressi della stazione centrale di Napoli, il dolce più antico del capoluogo, servito caldo e fragrante appena si mette piede in città dalle sapienti mani dei pasticcieri di Attanasio, può essere considerato una sorta di dolce benvenuto in pasta sfoglia per i turisti.
Antico Forno f.lli Attanasio, vico Ferrovia 1/2/3/4 – Napoli

#3. Sfogliatella frolla di Carraturo

Non troppo distante dalla stazione centrale, se ancora non foste appagati di delicatezze, potete dare un salto da Carraturo a Porta Capuana Lì potrete potrete gustare l'originale frolla con cremoso ripieno di ricotta, semola, latte, canditi, uova e zucchero.
Carraturo, via Casanova 97 – Napoli

#4. La Millefoglie di Moccia

Un altro dolce francese con una spruzzata di napoletanità. La millefoglie portata nella città partenopea dai Borboni è servita in una impareggiabile versione dalla pasticceria Moccia di Chiaia. Da consumare armati di tovagliolo.
Moccia, via San Pasquale 21.

#5. La panna al caffè di Bellavia

Nella vetrina del negozio del Vomero, ma anche in quella del quartiere di Rione Alto, è la deliziosa panna al caffè. Pan di Spagna bagnato nel caffè, condito con panna al caffè, con aggiunta di piccole gocce di nugatine.
Pasticceria Bellavia, via Luca Giordano 158, via Vanvitelli 16, via Pigna 180.

#6. Ministeriale di Scaturchio

Un dolce dal nome curioso e che custodisce un ripieno di crema al liquore all'interno di un panetto di cioccolato fondente e rotondo. Si racconta che a fine Ottocento sia stato inventato da Francesco, fondatore della antica pasticceria, e che il nome si riferisca alla lungo iter burocratico, di ministero in ministero, per ottenere il brevetto.

Scaturchio, Piazza San Domenico Maggiore, 19

#7. Zeppole di San Giuseppe del Tarallificio Leopoldo

Una ricetta semplice, farina e acqua mescolate in un imparto da friggere e condire con crema e amarene. La poesia è tutta nella genuinità della ricetta. Consumate in origine in occasione della festa del Papà, oggi sono un must del tarallificio Leopoldo.
Tarallificio Pasticceria Leopoldo, via Foria 212

#8. Pastiera di Marigliano

Pasta frolla con ricotta, canditi, uova, zucchero e  grano bollito nel latte. Alcuni vi aggiungono anche la cannella, ma non sapremo mai se Pasquale Marigliano  membro AMPI, Campione Italiano di pasticceria nel 2003, ce la metta. La sua ricetta è un segreto.
Pasquale Marigliano, via G. D’Annunzio 23 – San Gennarello di Ottaviano.

#9. Cannolo di graffa della Pasticceria Capriccio

L'anello soffice e zuccherato volte farcito al cioccolato viene servito dalla Pasticceria Capriccio, nel cuore della città,  dentro cannoli ripieni di crema pasticcera.
Pasticceria Capriccio, via S. Giovanni a Carbonara 39.

Il Fiocco di Neve di Poppella

Infine, una new entry che non potevamo omettere: il Fiocco di Neve di Poppella al Rione Sanità. Il suo unico handicap è la pazzesca fila che bisogna fare per acquistarli in quello che al momento è l'unico punto vendita della città che ne sforna, il laboratorio-negozio subito dopo via Vergini. Pallina di pasta imbottita di leggerissima crema bianca, il Fiocco di Neve è uno dei dolci più ‘gettonati' a Napoli. Ottimo, sicuramente, ma il successo è anche frutto di un sapiente marketing territoriale.
Via Arena della Sanità, 24.