La pizza di Gordon Ramsay
in foto: La pizza di Gordon Ramsay

La pizza, si sa, è uno dei piatti più rinomati della tradizione culinaria napoletana (e per estensione, quella italiana), ma è anche uno di quelli più "copiati" all'estero e "riadattati" a seconda delle tradizioni locali. Nonostante il riconoscimento da parte dell'Unesco come Patrimonio dell'umanità, questo fenomeno non sono non si è ridotto, ma quasi sembra essere aumentato.

E così, dopo la pizza margherita di Carlo Cracco, il cui giudizio critico riportato da Fanpage.it scatenò non poche polemiche e prese di posizione, stavolta tocca ad un altro chef internazionale, ovvero Gordon Ramsay, finire sotto i riflettori per un prodotto che, sulla carta, è una pizza, ma che a chi è abituato a quella tradizionale, è sembrato tutt'altro. Da "manca solo la cioccolata" a "mettici anche l'ananas", i napoletani non hanno perdonato quelle che sembrano, a tutti gli effetti, copie mal riuscita della pizza napoletana. Tutte pizze in vendita nel suo locale londinese, lo "Street Pizza Gordon Ramsay" che si trova nel cuore di Londra, a pochi passi dal Tamigi e dalla Cattedrale di Saint Paul, in quella che viene considerata a tutti gli effetti la "City".

Anche la pizza margherita di Carlo Cracco, poco tempo fa, subì una sorte simile in rete: dopo l'assaggio, venne attaccata duramente dai "tradizionalisti", che quasi volevano fosse chiamata in un altro modo ma non "pizza". Nell'impasto si vedevano diversi cereali aggiunti alla farina, che lo rendevano croccante. La salsa di pomodoro era invece molto densa, simile al sugo rappreso dei ragù. La mozzarella non era di bufala e non filava, ma erano fette tagliate spesse e disposte a mo' di fiore sulla superficie della pizza. Ed infine il basilico non in foglie ma in semi, che quasi venivano scambiati per more o altri frutti di bosco.