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Le rubano l’identità, lei non può curarsi: il dramma di una donna napoletana

La donna, anziana, si è vista negare l’accesso alle prestazioni sanitarie di base in quanto risultava essere domiciliata a Crotone e proprietaria di una partita Iva associata ad un’azienda calabrese.
A cura di Valerio Papadia
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Brutta vicenda per un'anziana donna napoletana che, nel suo comune di residenza, si è vista improvvisamente negare l'accesso alle prestazioni sanitarie di base nella Regione Campania. Il motivo? Il suo domicilio fiscale non risultava più essere a Napoli, bensì a Crotone, in Calabria. La donna, disperata, si è rivolta alle forze dell'ordine, le cui indagini hanno rivelato che l'anziana era vittima di una truffa, un furto di identità.

I militari della Guardia di Finanza, coordinati dalla Procura della Repubblica di Crotone, hanno così scoperto che un agente di commercio calabrese, già noto alle forze dell'ordine per reati del genere, naturalmente ad insaputa della donna, aveva rubato i suoi dati sensibili, intestandole la partita Iva di un'aziende della provincia calabrese. Inoltre, nel prosieguo dell'indagini, le fiamme gialle hanno scoperto che, al servizio telematico dell'Agenzia delle Entrate, a nome della donna era stata presentata una richiesta di inizio attività per un'azienda di fatto inattiva. L'agente di commercio crotonese è stato così denunciato per falso ideologico e illecito trattamento di dati personali.

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