Potrebbe stagliarsi l'ombra della camorra sulla demolizione del Ponte Morandi di Genova, crollato il 14 agosto del 2018. La Dia di Genova ha notificato una interdittiva antimafia, emessa dal prefetto del capoluogo ligure, a una delle ditte subappaltatrici dei lavori di demolizione e bonifica del ponte dell'Autostrada A10 drammaticamente crollato la scorsa vigilia di Ferragosto. Secondo la Direzione investigativa antimafia genovese la ditta, napoletana, è ritenuta permeabile ed esposta al pericolo di infiltrazioni della criminalità organizzata di tipo mafioso. Inoltre, l'amministratrice della ditta è ritenuta priva di titoli ed esperienza per ricoprire quel ruolo ed è parente di un pregiudicato, che lavora nella ditta stessa, condannato per associazione a delinquere e ritenuto, all'epoca dei fatti, affiliato al clan D'Amico, sodalizio camorristico operante alla periferia orientale di Napoli.

Lo scorso 14 agosto, la tragedia del Ponte Morandi ha sconvolto l'Italia intera: in una giornata di festa, nel pieno delle vacanze estive, il ponte dell'Autostrada A10 è crollato, lasciando in piedi soltanto i piloni e causando la morte di 43 persone, che si erano messe in viaggio per godersi il meritato riposo dopo un anno di lavoro e che invece hanno trovato la morte nel capoluogo ligure. Tra le vittime, anche quattro ragazzi originari di Torre del Greco, nella provincia di Napoli, che si apprestavano appunto a cominciare la vacanze estive.