“I cinema e tutto il settore cinematografico sono tra i più colpiti dalla crisi del Coronavirus. Siamo stati i primi a chiudere e saremo gli ultimi ad aprire. Probabilmente ci sarà da soffrire fino a novembre-dicembre, ma se dobbiamo riaprire con sale semivuote, per mantenere la distanza sociale, è meglio non farlo e aspettare. Lo Stato ci sta dando una mano, ma dobbiamo guardare al futuro. Assieme ad altra catene di cinema stiamo lavorando a una piattaforma per distribuire in streaming i film d'autore in prima visione, che normalmente proietteremmo nelle nostre sale. Vogliamo lanciarla a fine maggio e sarà a pagamento. È una prova, speriamo funzioni. In sala continueranno ad andare i blockbuster, ma i film d'essai si potranno vedere online”. Non ha dubbi Luciano Stella, storico gestore del Cinema Multisala Modernissimo di Napoli e produttore cinematografico, con all'attivo, tra l'altro, successi come ‘Gatta Cenerentola', Ciak d'oro 2018.

I cinema a Napoli sono chiusi da metà marzo, come state affrontando la crisi?

“Male ed è un peccato, perché il settore era in ripresa nel 2019. Gennaio era partito bene con Zalone. Poi il buio. Solo a marzo a livello nazionale abbiamo perso 55 milioni di incassi. Alcuni film purtroppo sono stati stroncati sul nascere al botteghino dalla pandemia. ‘Gli anni più belli' di Gabriele Muccino, ‘Volevo nascondermi' di Giorgio Diritti, su Antonio Ligabue, con Elio Germano premiato alla Berlinale 2020, sono durati 3 giorni in sala, prima della chiusura”.

Rivedremo i film che dovevano essere distribuiti a marzo e aprile?

“Alcuni saranno commercializzati in streaming sulle piattaforme come Sky o Chili. Penso a ‘7 ore per farti innamorare', l'opera prima di Giampaolo Morelli, girato a Napoli, distribuito on demand. Altri film, soprattutto quelli prodotti con il contributo del ministero dei Beni Culturali, stanno aspettando, perché hanno potenzialità di incasso in sala, forse li vedremo la prossima stagione. Come ‘Si vive una volta sola' di Carlo Verdone o ‘Non ci resta che il crimine' di Massimiliano Bruno, anche questo girato a Napoli”.

Come saranno i cinema del dopo Coronavirus? Dobbiamo aspettarci prenotazioni e tornelli?

“Io sono contrario alle barriere fisiche. Sarebbero un deterrente per chi vuole venire al cinema, un elemento di timore. Preferiamo aprire quando tutto questo sarà passato, con meno barriere possibili. Portare la mascherina forse potrebbe diventare un'abitudine. In Cina i cinema hanno riaperto e sono stati subito richiusi. Se gli spettatori non sono tranquilli come faranno a godersi un bel film di 2 ore. Il problema è che l'uscita dal tunnel al momento non si vede”.

Il Governo vi sta aiutando?

“Per il momento stiamo affrontando la crisi con la cassa integrazione in deroga per i lavoratori, che durerà 9 settimane. Ci sono però i costi degli affitti e di gestione. Il governo ha stanziato dei fondi per lo spettacolo. Stiamo cercando di capire come saranno distribuiti e che durata potrà avere questa situazione che non impatta solo sui gestori dei cinema, ma su tutto il settore. Anche i distributori e i produttori sono fermi. L'animazione sta continuando e sono in corso dei tavoli per capire quando e come tornare a girare, probabilmente tra agosto e settembre. Ci saranno nuove regole per i set. Certo, le scene di massa con 200 comparse non si potranno fare e le stanno riscrivendo. Il Cinema non morirà mai, ma dobbiamo pensare anche al futuro. Arte, cultura, letteratura sono essenziali anche in clausura”.

Qualche soluzione nell'immediato per vedere gli ultimi film prodotti?

“Stiamo lavorando ad una piattaforma streaming legata alle sale, già sperimentate in Inghilterra e Spagna. Catene di cinema possono associarsi per distribuire i film in prima visione anche su piattaforma digitale e raggiungere un pubblico più vasto. Anche il Consorzio Unici, che riunisce i cinema indipendenti, sta valutando queste possibili novità. La piattaforma potrebbe nascere a fine maggio in Italia. La piattaforma sarà a pagamento. Ai cinema andrà una quota. Pensiamo di partire con i film d'autore, il cinema d'essai. C'è un pubblico maturo che con la quarantena a casa si è digitalizzato. Nella crisi ci sarà innovazione”.