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‘Luigi De Magistris non ha fatto nulla in 6 anni per Napoli Nord’

La lettera. Raffaele Ambrosino, ex consigliere comunale: “Perché in questi anni il sindaco non ha fatto nulla per l’area Nord? Troppo preso da alberi e corni giganteschi?”
A cura di Redazione Napoli
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Riceviamo e volentieri pubblichiamo un intervento su Napoli Nord e le attuali  vicende che la vedono protagonista, dai campi rom alle proteste dei residenti dell'area Nord da Raffaele Ambrosino, residente, ex consigliere comunale di centrodestra.

Gentile redazione di Napoli Fanpage.it,

Il fumo della narrazione demagistriana, a cui sono immune da tempo, non servirà nemmeno stavolta a convincermi delle sue parole, dei suoi proponimenti e delle sue promesse per il futuro riguardo l’area nord della città, “ghetto” di Napoli da troppo tempo e che nei sei anni di governo arancione è rimasto tale e quale. Guardiamo ai fatti: Napoli nord, che va da Scampia a Secondigliano, passando per Chiaiano, Miano, Piscinola e San Pietro a Patierno, è l’unica area della città abbandonata a se stessa. Per volere della politica, l’area ospita attualmente un carcere, una discarica (Chiaiano), due campi rom uno abusivo a Cupa Perillo (quello oggetto dell’incendio) e l’altro regolare, alle spalle del carcere di Secondigliano. Il tutto condito con un enorme autoparco dei compattatori Asia, che il sindaco dice di voler ampliare, dove certamente non c’è profumo di viole e ciclamini. Il tutto in un contesto di criminalità piccola e grande tale da essere palcoscenico di film e più serie di fiction sulla camorra, fortunatissime di incassi e di ascolto.
Come si svolge il dialogo con il territorio e cosa ha proposto finora il sindaco di Napoli per quest’area della città?
Il dialogo viene intrapreso solo con le associazioni a lui vicine che gli sono state di grande supporto in campagna elettorale al punto di esprimere direttamente dei candidati nelle liste elettorali arancioni.

Zero dialogo con le municipalità VII (Secondigliano, Miano, San Pietro a Patierno) e VIII (Scampia, Chiaiano, Piscinola, Marianella) perché avverse politicamente alla “rivoluzione arancione” rispettivamente conquistate dal centrodestra e dal centrosinistra con le quali non ha mai avuto interlocuzione, neanche nell’ultimo periodo in cui si è cambiato d’abito, dismettendo quello della rivoluzione, e indossando quello del dialogo istituzionale. Evidentemente è lui che sceglie quando è valido dialogare e quando no, come quando scelse di dialogare con il governo Renzi (cosa che non ricorda mai) ottenendo i soldi per il prossimo abbattimento delle vele che peraltro già doveva avvenire entro questa estate.
Tra le sue proposte per l’area nord si ricorda la volontà di realizzare, proprio nella caserma Boscariello (dove andrà allocata la comunità Rom che deve sgombrare da cupa Perillo) un nuovo carcere cittadino, una casa circondariale che il nostro propose nel 2013 al tempo dell’emergenza carceri, durante la quale si dichiarò contrario all’indulto e a favore della costruzione di nuove carceri. Proponimento che naufragò grazie ad un ordine del giorno contrario che fu presentato in consiglio comunale e votato a maggioranza.

Successivamente propose, “spalleggiato” dalle “sue” associazioni la realizzazione di un impianto di compostaggio di monnezza puzzolente da 33mila tonnellate l’anno proprio nelle aree adiacenti cupa Perillo e l’autoparco dei mezzi Asia. Anche questa sciagura fu evitata grazie alla sollevazione della municipalità e di tantissimi cittadini e residenti, a partire dal sottoscritto.
E’ in questo quadro che si inserisce la storia del campo Rom abusivo di cupa Perillo, oggi quasi completamente distrutto dalle fiamme, un questione di cui il sindaco non se n’è quasi mai occupato, rimanendo sordo al grido di allarme dei tantissimi cittadini che hanno respirato per anni i fumi velenosi delle migliaia di roghi tossici appiccati nelle adiacenze del campo.
Solo l’intervento della magistratura, grazie a denunce partite proprio dalla Municipalità, aveva accelerato l’iter di sgombero dell’area che era programmata proprio in questo settembre.

Dopo l’incendio e in pienissima emergenza, sceglie ancora una volta la caserma Boscariello (oggetto di un progetto governativo del min. Difesa, Min. Interni e del Coni per realizzare la tanto agognata ‘cittadella dello sport') per risolvere il problema della urgente collocazione della comunità Rom. Il sindaco si è impegnato personalmente per la temporaneità del provvedimento che non supererà, sempre a detta sua, il prossimo mese di dicembre. Tre mesi dunque per realizzare un nuovo insediamento sempre a Scampia, dice, ma in un’altra area. Il campo abusivo diverrà dunque regolare in un’altra area e si aggiungerà a quello già esistente. Non male per la riqualificazione dell’area nord.

Ma se ci vogliono solo tre mesi per risolvere il problema, così come ha dichiarato de Magistris, perché non lo ha fatto nei lunghi sei anni che è al governo di Napoli? Troppo preso da alberi e corni giganteschi?

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