Il maltempo che si è abbattuto su Napoli non ha risparmiato neppure il Circolo Canottieri, che si trova del resto a pochi passi dal mare e che dunque ha risentito sia delle forti raffiche di vento, sia del mare in tempesta. Alla fine, a rompersi è stata la copertura gonfiabile (ovvero il pallone pressostatico) che ha così a sua volta creato non pochi problemi alla copertura della piscina stessa. Allagato anche il bar e la terrazza, con l'acqua che ha invaso la palestra e gli ingressi. Ed ora a risentirne rischia di essere anche l'attività sportiva partenopea, già messa a dura prova da altri fattori.

"La chiusura, o comunque solo parziale disponibilità di impianti, anche interessati dai lavori recentemente effettuati per le Universiadi, pone Napoli in uno stato emergenziale che necessita di attenzioni immediate", ha fatto sapere la Federazione Italiana Nuoto, che denuncia: "Lo stato di quasi totale chiusura di piscine, come quelle del complesso della Scandone (che peraltro dispone di una vasca da 50 metri per 8 corsie costruita per le Universiadi e mai aperta al termine della manifestazione), o di Scampia, Monfalcone, Repubblica Marinare e Collana, mette le società sportive in condizioni di drammatico disagio per garantire il regolare svolgimento di attività sociali, dalla base all'alto livello", ha concluso la Federazione in una nota. Danni per il maltempo si sono registrati anche al Circolo Posillipo, dove le mareggiate hanno distrutto il pontile utilizzato per l'ormeggio delle barche, e al Circolo Rari Nantes, che già la settimana scorsa aveva fatto registrare numerosi danne agli infissi che avevano portato all'allagamento di alcune sale interne del circolo.