Può capitare, recandosi all’ufficio anagrafe della città di San Giorgio a Cremano, che l’occhio cada su un quadretto appeso ad una parete, all’interno della quale c’è una vecchia scheda che riporta i dati del figlio più illustre della città vesuviana, Massimo Troisi. Gli impiegati ormai non ci fanno più caso: quel quadretto è lì ormai da anni, da quando Troisi divenne famoso, dopo aver lasciato la cittadina per fare successo a Roma. “Ma non è l’originale. – spiega, cortesemente, uno di loro – Quella è una fotocopia di buona definizione. Visto che è capitato che qualcuno provasse a rubare quel cimelio per portarselo a casa, la vera scheda anagrafica la teniamo chiusa in cassaforte.”

Si tratta dello statino che si usava per aggiornare i dati anagrafici della popolazione prima che subentrasse l’archiviazione informatica dei dati: oggi esistono le carte di identità elettroniche che contengono tutti i dati relativi ad una persona, fino a pochi anni fa era necessario modificare a mano dei pezzi di carta, cancellando o aggiungendo informazioni sulla vita di ogni cittadino.

La scheda di Massimo Troisi riporta la data di nascita, il 19 febbraio 1953 e la sua prima abitazione: in piazza Garibaldi 34: è la piazza principale della città, che oggi porta proprio il nome dell’attore e regista. Nel 1957, però, Troisi e la sua famiglia si trasferiscono, spostandosi di poche decine di metri: la nuova casa è in via Cavalli di Bronzo 4. Nel 1961, nuovo trasloco, ancora nelle vicinanze: la nuova abitazione è in via Cavalli di Bronzo 31. La scheda riporta anche il lavoro di Massimo: la prima scritta è “scolaro”, poi cancellata a penna e sostituita con “pensionato col padre” che vuole, semplicemente, dire, disoccupato. Con il tempo è stata aggiunta una terza scritta, mai cancellata: “attore.”

Sul retro della scheda anagrafica c’è anche la data in cui Massimo Troisi lascia ufficialmente San Giorgio a Cremano: 3 febbraio 1981. Troisi, infatti, in quella data “migra”, in termini burocratici si dice così, a Roma, città in cui resterà residente fino alla morte, avvenuta nel 1994. Oltre a quelli legati alla paternità ed alla maternità (Alfredo Troisi ed Elena Adinolfi), l’unico dato anagrafico della vita di Troisi che non viene mai modificato è lo stato civile: celibe. Troisi, infatti, non si sposerà mai nonostante le tante, bellissime donne avute accanto nel corso della sua breve, ma piena, vita.