Matrimoni, comunioni e lauree: è lunga la lista di eventi annullati a causa della pandemia da coronavirus. E il danno collaterale è forte anche per le attività che lavora proprio grazie a questo tipo di eventi, come ad esempio le aziende florovivaistiche, che stanno vivendo di riflesso una crisi che gli addetti ai lavori definiscono "senza precedenti", e per questo chiedono di cancellare almeno il divieto di portare fiori freschi al cimitero d'estate, per evitare che il settore possa collassare.

"Le cause che avevano portato al divieto oggi non sussistono più", ha spiegato Vincenzo Malafronte, presidente del Consorzio Produttori Florovivaisti Campani, che aggiunge come sia necessario "conoscere quanto prima le regole per la ripartenza degli eventi, che per il 2020 sono completamente azzerati". Malafronte ha anche spiegato che proprio questa situazione di stallo "non si riesce a programmare le produzioni con conseguente, ed ulteriore, rallentamento della ripresa". Solo la recente festa dalla mamma di inizio maggio ha dato per il settore una boccata d'ossigeno, ma la crisi è acuta.

"L'assenza di cerimonie, matrimoni, feste e eventi, si sta facendo sentire e non poco sul nostro comparto. Perdite che si stanno sommando a quelle già registrate durante la quarantena, con imprenditori e cooperative costrette a mandare al macero il 100% della produzione", ha spiegato ancora Malafronte. Dalle stime effettuate, sono almeno diecimila gli appuntamenti saltati nella sola Campania, che oltre a portare ad una crisi forte del settore che potrebbe protrarsi per tutto il 2020, rischia di avere altri effetti: "Chi considera che nel 2021 avremmo il doppio del lavoro perché dovremmo recuperare i matrimoni e le cerimonie saltate quest'anno, fa un grosso errore di valutazione, perché paradossalmente potremmo trovarci con un settore ingessato e senza approvvigionamenti. Con l'aggravante di dover comprare dall'estero, non aiutando certo il comparto made in Italy", ha concluso Malafronte.