Vincenzo De Luca, Matteo Salvini
in foto: Vincenzo De Luca, Matteo Salvini

Matteo Salvini torna a Napoli: a quasi un mese dalla sua ultima apparizione nel capoluogo campano, il leader del Carroccio sarà di nuovo nella città partenopea martedì 5 novembre, per una manifestazione che prenderà il via alle 11 presso l'hotel Terminus di piazza Garibaldi. E l'obiettivo, ormai chiaro, è quello di puntare con forza alla elezioni regionali del 2020, che si terranno anche in Campania. Del resto, Matteo Salvini lo aveva già detto nelle scorse ore durante una diretta su Facebook: "Dobbiamo mandare a casa Vincenzo De Luca, che è tanto bravo a chiacchierare quanto incapace a risolvere i problemi dei rifiuti, del lavoro e della sanità".

L'appuntamento di martedì 5 novembre costringe dunque le forze dell'ordine ad organizzare un servizio di sicurezza straordinario: l'arrivo di Matteo Salvini nel capoluogo partenopeo, infatti, porta da sempre a contro-manifestazioni e cortei di protesta, che talvolta sfociano anche in scontri con le forze dell'ordine stesse. E le parole contro De Luca certificano insomma la volontà di Salvini di "aprire" il nuovo fronte elettorale per quella che è la regione più ambita dopo Lombardia e Lazio, andate rispettivamente a centro-destra e centro-sinistra appena un anno fa. Ma dopo il "colpaccio" in Umbria, per Salvini è tempo già di pensare alla Campania: da qui il senso delle sue parole, che hanno già aperto de facto la campagna elettorale del leader del Carroccio, sebbene al momento non sia ancora chiaro con quale nome la Lega si presenterà alle elezioni regionali, oppure se sceglierà di sostenere un candidato del centro-destra proveniente da Fratelli d'Italia o Forza Italia. L'unica certezza, al momento, è che l'obiettivo della Lega sia arrivare a Palazzo Santa Lucia nel 2020: ma per insediarsi alla poltrona regionale bisognerà fare i conti con Vincenzo De Luca, governatore uscente del Partito Democratico e quasi certamente "l'uomo da battere" alle prossime elezioni. In attesa di capire, almeno, quali nomi proveranno a batterlo: il Movimento 5 Stelle, infatti, al momento appare certo che si presenterà da solo, mentre nel centro-destra si naviga a vista in attesa di un nome condiviso.