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Matteo Salvini vada subito ad Afragola, dove lo Stato non c’è più

Matteo Salvini che fa? Ad Afragola, popoloso comune della provincia Nord di Napoli sembra di essere in uno scenario di guerra: otto bombe in un mese, residenti terrorizzati, una camorra che dopo inchieste e condanne si sta riorganizzando per rimettere al comando un nuovo clan e imporre estorsioni e monopolio dei traffici illeciti. Il ministro dei giubbotti ne indossi uno – antiproiettile, perché purtroppo il rischio è che ce ne sia bisogno – e vada subito ad Afragola a rappresentare lo Stato.
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Otto bombe in un mese, organizzazioni criminali fameliche che  – dopo la parziale dissoluzione di un assetto camorristico potentissimo e pluridecennale – si sono avventate su Afragola, hinterland Nord di Napoli, con la furia famelica di un predatore.

Matteo Salvini cosa fa? In queste settimane  ha indossato giubbotti di tutte le forze dell'ordine italiane. Ora indossi il giubbotto antiproiettile – perché purtroppo il rischio è che ad Afragola ce ne sia bisogno – e venga subito nella zona a Nord del  capoluogo campano, dove c'è odore di esplosivo e fumo di negozi a fuoco. Le tante persone perbene che vivono in quest'area non meritano uno scenario degno di un territorio di guerra; bene ha fatto Andrea Caso, esponente M5S della commissione Antimafia che ha annunciato «presto un vertice per fare il punto della situazione», seguito da Nicola Morra, presidente della Commissione parlamentare Antimafia: «A breve visiterò la procura di Napoli e la DDA per avere un quadro chiaro di tutto il territorio».

Ma nel frattempo il ministro dell'Interno, dei giubbotti, delle dirette, delle promesse e dei selfie dov'è? Quando si tratta di combattere davvero e non su Instagram, Matteo Salvini c'è?

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Giornalista professionista, capo cronaca Napoli a Fanpage.it. Insegna Etica e deontologia del giornalismo alla LUMSA. È autore del libro "Se potessi, ti regalerei Napoli" (Rizzoli). Ha una newsletter dal titolo "Saluti da Napoli". Ha vinto il Premio giornalistico Giancarlo Siani nel 2007 e i premi Paolo Giuntella e Marcello Torre nel 2012.
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