Genitori e studenti ai cancelli del Liceo Sannazaro di Napoli durante gli esami di Maturità.
in foto: Genitori e studenti ai cancelli del Liceo Sannazaro di Napoli durante gli esami di Maturità.

Un esame di Maturità, quello di quest'anno, "strano". Questa la parole più comune con cui studenti e soprattutto genitori stanno definendo l'esame che segna in qualche modo il passaggio dall'adolescenza alla maggiore età della maggior parte dei ragazzi e delle ragazze italiani, quest'anno alle prese con una mini-rivoluzione rispetto agli anni scorsi: niente prove scritte, solo un'unica prova orale, mascherine obbligatorie, distanze di sicurezza minime e massimo un accompagnatore.

Una mini-rivoluzione imposta dalle circostanze, e nella fattispecie dalla pandemia dovuta al SARS-CoV-2 che in pochi mesi ha colpito tutto il mondo ed ha completamente rivoluzionato il modo di vivere quotidiano, con ripercussioni anche nel lavoro e nello studio, con la comparsa della didattica a distanza fino a poco fa un lontano miraggio e poi diventata realtà costretta dai fatti. Anche i genitori si sono ritrovati ad affrontare molte novità per l'esame di Maturità: con il limite di un solo accompagnatore, in molti si sono ritrovati fuori ai cancelli degli istituti ad attendere i loro figli, senza potergli stare accanto, o anche solo assistere, a quello che è l'esame da sempre "croce e delizia" di tutti i giovani.

"Per noi genitori è sconcertante", commenta una madre all'esterno dei cancelli del Liceo Jacopo Sannazaro di Napoli, uno degli istituti superiori più prestigiosi di Napoli, "siamo qui fuori e non possiamo goderci l'esame dei nostri figli". Un pensiero, questo, condiviso da tutti i genitori dei ragazzi dell'istituto vomerese, che all'esterno dei cancelli di via Puccini hanno dovuto attendere, rigorosamente a distanza e con la mascherina, che i propri figli discutessero l'esame di maturità in presenza. "Si era un po' temuto lo spaesamento dei ragazzi, che fino  a poche ore prima dell'esame non avevano indicazioni precise", spiega il padre di uno dei maturandi, "anche per questo si vorrebbe essere al loro fianco". Ma c'è chi, nonostante tutto, vede il bicchiere mezzo pieno: "Meno male che hanno dato la possibilità di fare l'esame in presenza e non da casa", commenta un altro padre, "almeno così avranno un ricordo migliore di questo esame". Ma il parere più diffuso resta quello di un esame "strano, strano come tutto il percorso. Strano stare fuori ed aspettare", dice un'altra madre. Un esame, insomma, che i ragazzi di tutta Italia davvero non dimenticheranno mai.