Il 16 gennaio scorso, le 3 del mattino. Il terzetto, vestito di nero e col volto coperto, si avvia lungo le scale interne dell‘istituto universitario Suor Orsola Benincasa dopo aver scassinato una porta finestra, sale agli uffici, e si mette all'opera. Sanno dove colpire e soprattutto come farlo. Le telecamere li riprendono mentre, fiamma ossidrica in mano, distruggono gli armadi blindati dell'aula multimediale e portano via tutto decine di dispositivi: 111 in totale, tra iPad e altri prodotti marchiati Apple, per un valore complessivo di 120mila euro. Per la fuga chiamano un taxi, fingendosi musicisti che devono spostarsi con gli strumenti al seguito.

Poco meno di un mese dopo la Polizia di Stato, per quel furto, ha arrestato tre persone. Si tratta di Giuseppe Tufo, 22 anni, Gennaro Giugliano, 20 anni, e Mariano Chiurazzi, 19 anni, destinatari di una ordinanza di custodia cautelare emessa su richiesta della Procura dal gip del Tribunale di Napoli; Tufo è accusato di furto aggravato, quindi di essere uno dei tre uomini ripresi dalle telecamere, Giugliano e Chiurazzi sono invece ritenuti responsabili di ricettazione perchè la refurtiva è stata trovata in casa loro.

Il colpo era avvenuto nell'aula Apple, quella dedicata alla formazione dell'Apple Accademy. Nell'immediato gli agenti del commissariato Montecalvario avevano rintracciato il tassista che inconsapevolmente li aveva aiutati a fuggire e hanno esaminato il tragitto effettuato. Sono così arrivati alle abitazioni di Giugliano e Chiurazzi, dove hanno trovato i dispositivi e li hanno riconosciuti grazie ai codici seriali. I tre sono stati condotti nel carcere di Poggioreale e gli iPad e gli altri prodotti sono tornati al Suor Orsola; sono in corso le indagini per arrivare agli altri due responsabili del furto.