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22 Aprile 2020
16:36

“Meglio il carcere che mia moglie”: detenuto ai domiciliari si consegna ai carabinieri

Un uomo di 48 anni si è presentato ai carabinieri di Castellammare di Stabia, nel Napoletano, chiedendo di essere portato in cella: “Meglio il carcere che mia moglie”. L’uomo si trovava ai domiciliari dopo una condanna per spaccio di sostanze stupefacenti. Ai militari dell’Arma ha spiegato come la donna fosse esasperata dalle misure restrittive per il coronavirus.
A cura di Giuseppe Cozzolino
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Ha preferito consegnarsi ai carabinieri e rinunciare al regime dei domiciliari preferendo piuttosto una cella in carcere. La vicenda è accaduta a Castellammare di Stabia, nel Napoletano: si tratta di R.C., napoletano di 48 anni, ai domiciliari per scontare una condanna per spaccio di sostanze stupefacenti. L'uomo però, stanco di sopportare la convivenza con la moglie, ha deciso di evadere dal regime di carcere domiciliare per recarsi in caserma.

E così, si è presentato nella stazione locale dei militari dell'Arma, spiegando di non sopportare più la moglie e di preferire piuttosto il trasferimento in carcere: la donna infatti sarebbe stata particolarmente esasperata dalle misure di contenimento dovute alla pandemia di coronavirus in corso, rendendo così a suo dire insopportabile la propria presenza tra le mura domestiche dove era costretto a stare anche a causa della condanna per spaccio di sostanze stupefacenti. Alla fine i carabinieri hanno "esaudito" il suo desiderio, visto che l'uomo, uscendo dal regime dei domiciliari era a tutti gli effetti evaso: a quel punto, si era dunque reso inevitabile il trasferimento in carcere. Non è il primo caso di persone che, costrette a condividere il proprio domicilio con la compagna, preferisce il carcere. Già nelle scorse settimane, complice anche il livello di stress accumulato da chi da quasi due mesi si trova chiuso in casa per la pandemia da coronavirus, vi erano stati casi simili di detenuti che erano evasi volontariamente dal regime del carcere domiciliare, "chiedendo" di essere portati in prigione piuttosto che restare in casa con il proprio partner.

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