Foto di repertorio.
in foto: Foto di repertorio.

Controlli a raffica dei carabinieri del Nas in tutta la Città Metropolitana di Napoli, comprendente i comuni dell'ex-provincia partenopea. Dalla zona ovest a quella nord, passando per l'hinterland, diverse le operazioni condotte dai militari dell'Arma in locali di ristorazione, strutture ricettive di vario tipo e perfino studi medici. Diverse le sanzioni scattate al termine dei controlli, per motivi che vanno dalla mancata tracciabilità di alimenti, alle carenze igienico-sanitarie e strutturali, e documentazione mancante di vario tipo.

A Somma Vesuviana, è finito nei guai un centro di fisioterapia, dove veniva eseguita attività di riabilitazione fisica in locali che erano privi di abitabilità e senza neppure la segnalazione certificata di inizio attività. A Calvizzano, scoperta una struttura di accoglienza di persone anziane priva dei requisiti strutturali, funzionali ed organizzativi, ma anche dei requisiti igienico-strutturali in materia di tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro. La parte più grossa delle operazioni ha riguardato invece i locali addetti alla vendita ed alla somministrazione di cibo.

A Giugliano in Campania, scoperta una macelleria con carne avicola messa in vendita pur senza essere in possesso di tracciabilità: ventidue i chili sequestrati dai militari del Nas, che nello stesso comune giuglianese hanno anche ispezionato un'attività di rivendita di generi alimentari e di gastronomia, sequestrando 255 chili di alimenti di vario tipo, anche in questo caso privi di tracciabilità, e scoperto carenze igienico-sanitarie di vario tipo, ponendo in diffida la parte dei locali interessata. A Quarto Flegreo, invece, sequestrati 264 chili di alimenti vari, tutti privi di qualunque documentazione che ne attestasse la provenienza o la rintracciabilità, all'interno di un supermercato, dove è scattata anche la diffida per carenze igienico-sanitarie nei locali dove venivano prodotti e manipolati gli alimenti, nonché dove si svolgevano le attività stesse del supermercato.

A Pomigliano d'Arco, scoperto un minimarket dove è stato chiuso un punto di cottura e preparazione di piatti pronti, attivato in maniera del tutto arbitraria e senza i requisiti igienico-sanitari e strutturali vigenti. Sequestrati altri 160 chili di alimenti, nonché 100 litri di vino già in confezioni da 5 litri l'una, anche in questo caso senza tracciabilità. Vino sequestrato anche ad Afragola, dove in una pescheria sono state ritrovato 50 bottiglie di vetro da un litro l'una, sempre perché privo di documentazione. Infine, a Marano di Napoli, in un negozio di generi alimentari sono state sequestrate diecimila confezioni di prodotti dolciari di marche famose e di origine straniera, tutte prive di indicazioni in lingua italiana, nonché chiuso un garage ed un'area esterna utilizzata come luogo di stoccaggio, anche in questo caso in barba alle normative vigenti, di alimenti e bevande.