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Dalle prime ore di oggi, 7 febbraio, i carabinieri del Comando Provinciale di Napoli e personale del Centro Operativo della Dia stanno eseguendo 32 misure cautelari contro il gruppo camorristico di "Miano di sotto", "Abbasce Miano", attivo nei quartieri di Miano, Marianella, Piscinola e nel rione Don Guanella. Il nuovo clan è composto da giovani leve ed eredi del clan Lo Russo ed è stato coinvolto nello scontro per la successione dopo la disgregazione dello storico clan dei Capitoni. Tra i destinatari anche Stefano Bocchetti, l'uomo ucciso il 23 gennaio scorso e ritenuto fedelissimo del gruppo Balzano.

Il provvedimento è stato emesso su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, i destinatari sono accusati, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, traffico di stupefacenti, detenzione e porto abusivo di armi, estorsione e usura. Secondo le indagini, gli arrestati avevano assunto il controllo della zona, garantito anche dai legami con affiliati attualmente detenuti che, nonostante fossero in carcere, riuscivano a impartire direttive tramite i familiari.

Dopo la fine del clan Lo Russo, decimato da arresti e pentimenti dei vertici, l'ex impero camorristico si è disintegrato rimanendo alla mercè dei diversi gruppi criminali, tra emergenti e vecchi sodali, che hanno cercato di riunire il territorio sotto il proprio comando. Tra questi, dopo un periodo in cui gli eredi dei Lo Russo erano identificati coi Nappello, negli ultimi tempi le due fazioni sono state composte da i Cifrone e dai Balzano-Scarpellini-d'Errico. Proprio a quest'ultima fazione, che sarebbe uscita vincente nello scontro, sarebbe stato legato Stefano Bocchetti, il 44enne ucciso a colpi di pistola in un circolo ricreativo di via Valente, a Miano, il 23 gennaio scorso: anche l'uomo compariva tra i destinatari dell'ordinanza eseguita oggi.