Due fucili d'assalto, simili a quelli che vengono usati dalle forze speciali degli eserciti. In grado di fare una carneficina in guerra, o di ammazzare l'obiettivo tra i vicoli cittadini senza fare economia di piombo né pensare ai pericolo delle pallottole impazzite che schizzano ovunque. Li hanno trovati i carabinieri in un locale di via Parise, a Miano, nell'area nord di Napoli, poco distante dal circolo dove è stato trovato il corpo di Stefano Bocchetti, ucciso a colpi d'arma da fuoco. E non si esclude che tra quell'omicidio e le armi trovate possa esserci un nesso.

Le armi sono state scoperte nella serata di ieri, 23 gennaio, dai carabinieri della Compagnia Stella, che hanno intensificato i controlli e le perquisizioni in zona dopo l'omicidio di Bocchetti, considerato vicino al gruppo Balzano di Miano. Nel locale c'erano circa 400 munizioni di vario calibro, dai proiettili per revolver a quelli per i mitragliatori da guerra, due giubbotti antiproiettile, due caschi, caricatori, componenti d'armi e materiale usato per il confezionamento e il taglio della droga come un frullatore sporco di eroina e un barattolino di lattosio. E poi c'erano i due fucili: un Colt M4, con calibro 5.56, 750 colpi al minuto e tiro utile di 350 metri, risultato rubato in provincia di Roma, e un Beretta Cx4 rubata a Pagani (Salerno), con tiro utile tra i 100 e i 150 metri, calibro 9×19, capace di sparare fino a 20 colpi al secondo e dotata di mirino RedDot, ovvero quello col puntino rosso luminoso. Terza arma, un fucile a pompa con calciolo e canna mozzati, anche quello risultato rubato. Tutte i fucili erano ben lubrificati e pronti a sparare.

L'area dove si trovavano le armi sarebbe sotto il controllo del gruppo Balzano, attualmente in lotta coi Cifrone per l'egemonia sui territori che erano stati prima dei Lo Russo e poi dei Nappello; proprio in questo contesto si collocherebbe l'omicidio di Stefano Bocchetti, ucciso tra la notte e l'alba di ieri, 23 gennaio, e il cui corpo è stato trovato in un circolo ricreativo di vico Valente, a Miano. I fucili sono stati inviati ai laboratori per verificare l'utilizzo in recenti fatti di sangue; difficile che siano stati utilizzati per omicidi, ma il rateo di fuoco e la potenza potrebbero averne fatto l'arma ideale per intimidazioni e "stese".