Il San Gennaro di Jorit, dal muro di fronte, sembra osservare la scena, anche lui amareggiato e affranto per una morte assurda, quella di Salvatore Caliano, 21 anni, deceduto dopo un volo di 4 piani mentre puliva il lucernario di un edificio in via Duomo, nel cuore di Napoli: per quel lavoro, Salvatore sarebbe stato pagato 35 euro, in nero. Si sono svolti questa mattina, nella chiesa di San Giorgio Maggiore, proprio in quella strada dove il 21enne ha perso la vita e dove lavorava in un bar, non lontano dalla sua Forcella, i funerali di Salvatore Caliano. Migliaia di persone si sono unite alla celebrazione delle esequie, esponendo palloncini bianchi e striscioni che salutano il "bomber", così chiamano Salvatore per il suo sogno di seguire le orme paterne e diventare un calciatore. Il feretro contente le spoglie del 21enne è stato portato in corteo a Forcella, il quartiere dove abitava, sotto la sua abitazione e sotto il bar nel quale lavorava, prima di essere portato poi in chiesa per il funerale.

Salvatore, morto sul lavoro per 35 euro

È il 10 luglio scorso, appena quattro giorni fa. Durante una pausa dal bar, Salvatore accetta un lavoretto in un palazzo vicino: qualcuno gli offre 35 euro per pulire il lucernario dell'ascensore. A Salvatore quei soldi fanno comodo, per aiutare la famiglia e per "togliersi gli sfizi" tipici di un ragazzo di 21 anni. Mentre esegue il lavoretto, il vetro del lucernario però si infrange e il 21enne cade per circa 10 metri, trovando la morte, per la quale la Procura di Napoli ha iscritto nel registro degli indagati due persone.