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"Una tragedia dell'umanità". È racchiuso nelle parole del prefetto di Salerno, Salvatore Malfi, quanto avvenuto un paio di giorni fa nelle acque del Mediterraneo: un gommone pieno di migranti è affondato, causando la morte di diverse persone. I cadaveri recuperati, appartenenti a 26 donne, sono arrivati questa mattina nel porto della città campana assieme ad altri 375 migranti che, invece, ce l'hanno fatta. Erano tutti a bordo della nave spagnola Cantabria, che ha recuperato i migranti in vita e i cadaveri nelle acque del Mar Egeo.

Indagini della procura sulle 26 donne decedute: Potrebbero essere 26 omicidi

"Oggi Salerno si prepara con uno spirito diverso rispetto agli altri sbarchi – ha commentato il prefetto poco prima dell'ispezione a bordo della nave spagnola – Abbiamo già avuto altri morti, ma su questa nave sarà tutto più complicato, anche come impatto morale. Siamo ancor di più in stretta collaborazione con la procura della Repubblica perché i 26 corpi potrebbero essere 26 omicidi – ha spiegato Malfi – Quello che va fatto, per esigenze di giustizia, andrà fatto. Credo che già stamattina il procuratore Masini valuterà se ci siano i presupposti per un'ipotesi di omicidio. Bisogna vedere se si trova qualche soggetto su cui concentrare l'attenzione o se si procederà contro ignoti. Che qualcuno abbia fatto morire queste donne e non sia stato un fulmine arrivato dal cielo è una cosa ovvia". Il pm Masini salirà a bordo assieme ai medici legali per una prima ispezione dei cadaveri e per valutare se disporre le autopsie sulle salme.

Attivata la macchina dell'accoglienza per i 375 migranti

Oltre alle indagini sulle 26 donne decedute e alle operazioni per la loro sepoltura, si è attivata anche la macchina dell'accoglienza per coloro che ce l'hanno fatta. Sulla nave Cantabria, che ha attraccato al molo 3 gennaio, ci sono 259 uomini e 116 donne, nove delle quali in avanzato stato di gravidanza. Le donne incinte verranno ricoverate negli ospedali cittadini. Per quanto riguarda l'accoglienza dei migranti, settantadue resteranno in Campania, mentre gli altri verranno trasferiti in altre Regioni: dovrebbero essere ospitati tra Lombardia, Lazio, Emilia Romagna, Piemonte, Veneto, Puglia e Toscana. Per quanto riguarda invece le 26 donne decedute durante la traversata, dopo le eventuali autopsie le loro salme riposeranno nel cimitero di Salerno e di alcuni Comuni limitrofi che hanno offerto la propria disponibilità.