"Stai attento a quello che dici che hai una famiglia". Questo è il foglio che Raffaele Esposito, presunta vittima di Don Silverio Mura, ha trovato fuori la porta di casa questa mattina alle 7.30. Usciva per andare a lavorare, nella macelleria che porta avanti a Ponticelli, quartiere dove vive da 30 anni. E invece si è dovuto recare di corsa al commissariato di Ponticelli per sporgere denuncia contro ignoti.

Contattato da Fanpage.it, Raffaele spiega che non gli era mai accaduta prima una cosa del genere. Recentemente Raffaele aveva deciso di mostrare il suo volto, dopo che il processo, per accertare le presunte violenze denunciate da anni, era entrato nella sua fase istruttoria. Aveva deciso di togliersi la maschera, il volto bianco dietro cui si celava con lo pseudonimo di Raffaele Scognamiglio.

«Ho chiesto il permesso di mettere delle telecamere fuori casa mia dopo questo episodio», racconta Esposito a Fanpage.it, «mi hanno detto però che devono inquadrare solo la mia porta. Questa è la nostra vita, una vita piena di ansie e di paure».

Don Silverio Mura è stato dichiarato non colpevole dal tribunale ecclesiastico di Milano per i fatti denunciato dal suo primo accusatore Arturo Borrelli.

Raffaele ha chiaramente paura per la sua famiglia, ma continua a lottare. «Non mi sono mai trovato in queste circostanze. Sono molto agitato, sono preoccupato anche per la mia famiglia»