La mini zona rossa di Mondragone, nell'area ex Cirio, è offlimits: nessuno può entrare, nessuno può uscire fino alla fine dello screening coi tamponi. Almeno sulla carta: nella realtà le forze dell'ordine non sono sufficienti a cinturare l'area e così lasciare la zona non è difficile, con tutti i rischi che ne conseguono in termini di potenziale diffusione del virus. Nella giornata di ieri sono stati effettuati 645 tamponi, per 582 il risultato è già arrivato: 25 di questi sono risultati positivi. Nelle prossime ore si attende l'esito degli altri 63, per avere i contorni del focolaio di Covid-19 nel comune della provincia di Caserta.

I nuovi contagiati appartengono per la maggior parte alla comunità bulgara che da anni è insediata negli ex palazzi Cirio. Abitano nel comprensorio tra palazzo Drago, palazzo Roma, palazzo A-G, palazzo Nuovo Messico e palazzo California. Zona che dovrebbe essere isolata, con divieto di accesso e di uscita e con circa 700 persone in isolamento domiciliare. Ma ieri, quando la zona rossa Covid era già attiva da un giorno, c'era ancora chi si spostava tranquillamente approfittando della scarsità di controlli. Come il gruppo che è uscito in piena notte per andare al lavoro e, al ritorno a casa, si è trovato bloccato dalle forze dell'ordine, e a cui successivamente è stato permesso di rientrare.

Un problema evidenziato ai microfoni di Fanpage.it anche dal sindaco di Mondragone, Virgilio Pacifico. "In questa zona abbiamo avuto una recrudescenza e ci siamo subito allertati, abbiamo predisposto un primo test col tampone a tutti condomini dell'area – spiega – la presenza delle forze dell'ordine impegnata in questa azione di controllo ci è sembrata esigua. A proposito degli operai che sono rientrati – aggiunge – lo abbiamo permesso perché il nostro fine ultimo è quello di sottoporre ai tamponi più gente possibile".