Simon Gautier
in foto: Simon Gautier

La chiamata che Simon Gautier ha effettuato alle forze dell'ordine per chiedere aiuto non è servita a localizzarne la posizione: non è stato infatti possibile geolocalizzare il cellulare del turista francese di 27 anni disperso lo scorso 9 luglio nel Golfo di Policastro, in Cilento, e purtroppo ritrovato senza vita ieri, domenica 18 agosto, in un crepaccio profondo a San Giovanni a Piro, nella provincia di Salerno. Da quanto si apprende, a causa di un "rimbalzo", la telefonata effettuata al 112 dal ragazzo, nella quale informava le forze dell'ordine di essere caduto in un burrone e di essersi ferito seriamente alle gambe, non ha raggiunto i carabinieri in Campania, dove si trovava, bensì è arrivata ai militari dell'Arma di Lagonegro, in Basilicata, sulla costa di fronte a quella campana.

In Italia non c'è la Aml, che permette di localizzare le chiamate

Sarebbero tre le celle alle quali si è agganciato il cellulare di Simon Gautier, tra le province di Salerno, Potenza, Matera e Cosenza: un'area di 143 chilometri quadrati, troppo vasta per sapere con esattezza la posizione del 27enne, troppo vasta per consentire ai soccorritori di concentrarsi su un punto specifico. In Italia, la Aml (Advanced mobile location) tecnologia installata sugli smartphone che consente di geolocalizzarli in caso di emergenza, non è ancora attiva, a differenza di altri Paesi europei: una direttiva dell'UE obbliga tutti gli stati membri ad adeguarsi alle normative entro il 2020, ma l'Italia non ha ancora effettuato questo passaggio.