È deceduto nella notte a Parma, dove era stato trasferito dal carcere milanese di Opera, Salvatore Riina, detto Totò, oppure U curtu (a causa della sua bassa statura), boss di Cosa Nostra detenuto in regime di 41 bis dove avrebbe dovuto scontare 26 ergastoli. Malato da tempo, il boss mafioso è morto all'età di 87 anni. E così, questa mattina, la città di Ercolano, in provincia di Napoli, è stata tappezzata da manifesti funebri contro il padrino di Cosa Nostra. Sui manifesti, sugli angoli superiori, campeggiano le foto dei giudici Paolo Borsellino e Giovanni Falcone.

Il manifesto prosegue con la consueta frase "ne danno il lieto annuncio", ovviamente modificata (lieto al posto di triste), e continua con l'elenco solo di alcune vittime della cui morte Riina è stato responsabile: oltre ai due giudici sopracitati, simbolo della lotto alla mafia, ci sono alcuni uomini della scorta dei due magistrati uccisi nelle due stragi (Capaci e via D'Amelio), il giudice Rocco Chinnici, il vice questore aggiunto di Palermo Ninni Cassarà, il dirigente della Squadra Mobile palermitana Boris Giuliano, il generale dei carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa, l'attivista Peppino Impastato e, in generale, come si legge alla fine dei manifesti, tutte le vittime innocenti della mafia.