Si è spento oggi a Roma, all'età di 84 anni, l'attore Pino Caruso, protagonista del cinema, del teatro e della televisione italiana soprattutto negli anni Settanta e Ottanta. Palermitano, Pino Caruso è sempre stato legato alla sua terra e, in generale, al Sud Italia, tanto da averne scritto spesso sul suo sito. Come quella volta che lamentava una efficacia di collegamenti soltanto da Napoli in su, mentre tra le varie città del Mezzogiorno questi scarseggiavano, per non dire che erano assenti.

"Le ferrovie in Sicilia sanno ancora di ottocento: una grande occasione per chi fosse intenzionato a viaggiare nel tempo, un pessimo affare per chi si ostina a servirsene oggi. In Italia, da Napoli in su, corrono treni così belli, così equipaggiati di tutto (bar ristoranti, self service), così dotati di assistenza ai posti (caffè, bibite, settimanali, quotidiani, serviti vagone per vagone, passeggero per passeggero), così veloci (500 km in 2 ore e 20’) dai quali un bambino (come informa la pubblicità) non vorrebbe scendere mai. Solo che questi treni al sud non esistono. sicché un viaggiatore non potrà mai dire di non volerne scendere, perché non potrà mai salirvi. Unico vantaggio: al sud un incidente per eccesso di velocità è praticamente impossibile. Le ferrovie nel nostro paese non sono uguali per tutti. Il nome ‘Trenitalia' andrebbe modificato in ‘Trenidimezzitalia'" scriveva Caruso.

Di Pino Caruso si ricorda anche la sua breve ma significativa partecipazione al film Scugnizzi, di Nanni Loy, film che racconta la vita di un gruppo di ragazzi nel carcere minorile napoletano di Nisida e che proprio nel 2019 compie 30 anni. Nel film Caruso interpretava il giudice del Tribunale dei Minori incaricato di decidere se i ragazzi dovessero andare in riformatorio oppure nel "carcere dei grandi".