Arianna Flagiello.
in foto: Arianna Flagiello.

Istigazione al suicidio: è l'ipotesi del pubblico ministero Lucio Giugliano nei confronti di Mario Perrotta, ex convivente di Arianna Flagiello. Il pm di Napoli ha chiesto per lui 18 anni di reclusione, accusandolo di aver istigato la donna a gettarsi giù dal balcone il 19 agosto del 2015, giorno in cui la Flagiello si tolse la vita. Il magistrato ha ripercorso davanti alla Terza Corte d'Assise tutta la convivenza tra i due, considerata a tutti gli effetti burrascosa, fino al giorno del suicidio, quando la Flagiello si lanciò dal quarto piano del palazzo dove abitava, su via Montendonzelli, tra il Rione Alto e l'Arenella. Arianna Flagiello e Mario Perrotta erano fidanzati da dodici anni, e negli ultimi due avevano deciso di vivere insieme in un appartamento che si trovava nello stesso palazzo dove viveva la famiglia di lei.

In aula quest'oggi, presenti anche la madre, il padre e la sorella di Arianna Flagiello, tutti difesi dagli avvocati Giovanna Cacciapuoti e Marco Imbimbo, oltre alla criminologa Antonella Formicola, secondo la quale "Arianna decide di mettere fine alla sua vita esasperata dalle continue pressioni economiche di Perrotta. Una tragedia sconvolgente e sulla quale i dubbi sono ancora tanti", ha spiegato ancora la Formicola. Per Mario Perrotta, difeso dall'avvocato Sergio Pisani, il prossimo appuntamento con la giustizia è fissato per il 12 febbraio prossimo, quando ci sarà la discussione degli avvocati di parte civile. Per lui, il pubblico ministero ha chiesto quest'oggi 18 anni per istigazione al suicidio.