"Si si, l'abbiamo preso noi, se ci dai 250 euro ti diciamo dove sta". Prezzo pagato, scooter ritrovato. Un cavallo di ritorno, come da copione. Anche questo episodio è finito nell'ordinanza che ha portato in manette tre persone, due di Fuorigrotta e uno di Caserta ma residente al Rione Traiano, accusati di essere il manipolo di ladri che per mesi ha terrorizzato il quartiere e quelli limitrofi: in sei mesi avrebbero fatto sparire 31 scooter, uno ogni cinque giorni. L'episodio del cavallo di ritorno coinvolge una delle vittime ed Emanuele Salvati, 20 anni, ufficialmente residente a San Marco Evangelista, in provincia di Caserta, ma di fatto domiciliato al Rione Traiano.

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Il ragazzo era ai domiciliari, era stato arrestato il 22 gennaio 2018 perché riconosciuto tra quelli che aggredirono la troupe di Vittorio Brumotti di Striscia la Notizia durante uno dei servizi al Rione Traiano. Un altro ragazzo del posto, appena rapinato dello scooter, era andato da lui e gli aveva chiesto un aiuto per recuperare il mezzo. Salvati si era fatto dire modello e targa, era scomparso in casa per qualche minuto e poi era tornato: ce l'avevano "loro", gli aveva risposto, e glielo avrebbero fatto riavere in cambio di 250 euro. La somma era stata pagata e il 20enne gli aveva indicato il punto dove lo scooter era parcheggiato. Gli altri due componenti della banda, anche loro arrestati oggi dai carabinieri della stazione di Fuorigrotta in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere del gip di Napoli, sono Alfonso Bruno, 39 anni, e Ivan Falcone, 23 anni, entrambi di Fuorigrotta. I tre sono tutti già pregiudicati per reati contro il patrimonio.

I 31 furti contestati nell'ordinanza a loro carico sono stati commessi tra il luglio e il dicembre 2018, tra i quartieri di Fuorigrotta e del Vomero; in particolare andavano alla ricerca di mezzi da rubare in Piazzale Tecchio, su viale Giulio Cesare, viale Augusto, via Lepanto, via Aniello Falcone, via Kagoshima e via Merliani. Colpivano in piena mattinata, al massimo di pomeriggio, mai nella notte. Oltre ai furti, a Bruno e Salvati vengono contestate anche due estorsioni con "cavallo di ritorno". I due di Fuorigrotta sono stati rinchiusi nel carcere di Poggioreale, Salvati invece in quello di Santa Maria Capua Vetere.