Gli scooter sparivano da Napoli e della provincia e finivano a Marano, nei parcheggi di due cooperative di accoglienza di migranti. Privati di targa, telaio, e tutto quello che li rendesse riconoscibili e, verosimilmente, venivano usati da qualcuno dei 281 richiedenti asilo ospiti delle strutture. Nelle stesse aree, venivano smontati motorini e biciclette per prenderne i pezzi. Lo hanno scoperto i carabinieri della Compagnia di Marano e della stazione di Calvizzano, che hanno effettuato un controllo straordinario all'interno nelle aree di pertinenza di due cooperative in provincia di Napoli. Complessivamente sono stati sequestrati 66 scooter: 14 sono risultati rubati, sugli altri 52, a cui erano stati smontati la targa e il telaio per renderli non identificabili, sono in corso accertamenti per stabilirne la provenienza. Erano tutti perfettamente funzionanti, segno che non venivano cannibalizzati ma che erano stati parcheggiati lì per essere utilizzati. Nel corso degli accertamenti sono stati ritrovati, e finiti sotto sequestro, anche pezzi di carrozzeria abbandonati e parti di biciclette, smontate per recuperarne pezzi di ricambio: anche questi potrebbero essere quello che resta di altri furti.

Ora le indagini mirano ad accertare la provenienza degli scooter. Non è escluso che l'area fosse diventata una sorta di deposito, utilizzata anche da qualche gruppo di ladri per nascondere i mezzi rubati; almeno parte dei motorini, però, sarebbero stati usati dagli stessi ospiti del centro, che potrebbero quindi averli rubati direttamente o averli comprati dai ladri.