Nonostante l'età, contrabbandava sigarette: nei guai è finita una donna di 83 anni, denunciata per contrabbando di tabacchi lavorati esteri. L'anziana, già nota alle forze dell'ordine, è stata notata in un bar di via Montesanto, nel cuore di Napoli, da un agente del commissariato Dante della Polizia di Stato libero dal servizio. Il poliziotto ha notato la donna seduta a un tavolino dell'esercizio commerciale: aveva con sé due grosse buste di plastica, che hanno subito insospettito l'agente, il quale ha richiesto l'intervento dei colleghi: all'interno delle voluminose buste c'erano centinaia di pacchetti di sigarette.

I poliziotti hanno così proceduto alla perquisizione dell'abitazione della donna, sita in un edificio in Salita Ventaglieri, rinvenendo altre buste piene di pacchetti di sigarette, per un totale di 20 chilogrammi di tabacchi lavorati esteri. Per l'anziana donna, A.L. le sue iniziali, è scattata così la denuncia alla competente Autorità Giudiziaria.

La recrudescenza del fenomeno del contrabbando di sigarette a Napoli è purtroppo documentata dalle tante operazioni messe in campo dalle forze dell'ordine. Come ha spiegato a Fanpage.it il tenente colonnello Diego De Luca, comandante del Gruppo Pronto Impiego della Guardia di Finanza di Napoli, spesso le sigarette di contrabbando, soprattutto le cosiddette cheap white, provengono dall'Europa dell'Est e contengono tabacco tossico, che nuoce ancora di più di quello comunemente utilizzato per le "bionde". Il contrabbando di sigarette frutta alla criminalità organizzata milioni di euro ogni anno.