Quarantacinque. Proprio così. Sono quarantacinque, appena quarantacinque, le strutture alberghiere ed extra-alberghiere che hanno al momento offerto la loro disponibilità  diventare alloggi  per il personale medico, infermieristico ed operatori socio sanitari impegnati nella cruciale battaglia contro la pandemia da Coronavirus anche a Napoli. Nella città che «se ne cade» di Bed and breakfast, afittacamere, alberghi, residenze, meno di cinquanta hanno mostrato la loro disponibilità? Possibile che il «grande cuore di Napoli» che oggi batte forte per i più deboli, con le spese sospese e i panieri calati «per chi non ha» sia così respingente nell'ospitare coloro che quotidianamente sono in trincea nelle sale intensive, lì dove con respiratori, monitor, tubi, ossigeno e antivirali si combatte la madre di tutte le battaglie contro la pandemia dell'anno 2020?

Il Comune di Napoli nella sua «manifestazione di interesse volta alla ricerca di disponibilità di alloggi»  chiedeva (e chiede ancora) «disponibilità di alloggi per il personale medico, infermieristico ed operatori socio sanitari, chiamati in prima linea a fronteggiare la cura dei pazienti affetti da Covid-19, in servizio presso le strutture sanitarie del territorio comunale» ad hotel e strutture extra-alberghiere. Queste ultime – B&B, affittacamere, residenze storiche, residence turistici, ostelli – sono la maggioranza in una città in cui il turismo negli ultimi anni è esploso e in cui AirBnb e altre piattaforme hanno fatto bei soldi, consentendo ai proprietari di immobili di farne a loro volta (prima del Coronavirus anche fanpage.it si è occupata della speculazione e della bolla economica in atto). Eppure finora gran parte di questo tessuto imprenditoriale è rimasto indifferente.  Che sia una manovra per mercanteggiare sui prezzi? In tempo di emergenza e stanziamenti per le emergenze è lecito pensare tutto.

Diverso il comportamento a Ischia, dove dal 28 marzo fino al prossimo 30 aprile il personale dell'ospedale Rizzoli proveniente dalla terraferma potrà riposare in un hotel che si trova a pochi passi dai reparti, avvalendosi di un accordo che l'Asl ha chiuso con una struttura alberghiera, grazie alla collaborazione dell'Associazione Termalisti e di Federterme Ischia. Lo rende noto l'Asl Napoli 2 Nord. Il nuovo servizio, si legge in una nota, è stato attivato dall'Azienda Sanitaria per medici e infermieri che, abitando sulla terraferma, nei giorni scorsi sono già stati costretti più volte a pagarsi una sistemazione alberghiera, a causa del prolungamento degli orari connesso all'emergenza Covid. Per poter fruire del servizio bastera' che il personale che ne faccia richiesta sia autorizzato dalla Direzione Sanitaria dell'ospedale.