Lo si legge a chiare lettere sul retro: "Questa non è la soluzione al problema. Questo è un rifugio temporaneo". D'altro canto, però, "Scorz" può offrire sollievo e riparo ai senzatetto che, nonostante le temperature rigide dell'inverno, sono per forza costretti a passare la notte all'addiaccio. "Scorz" (che in napoletano vuol dire scorza, guscio e, per l'appunto, rifugio) è un rifugio in cartone pensato proprio per i senzatetto e che, anche quest'anno, è tornato per le strade di Napoli. La notte del 5 gennaio scorso, i rifugi temporanei sono stati distribuiti tra i senzatetto che trovano riparo, durante le notti invernali, sotto i porticati della Galleria Umberto I e all'interno del grande monumento che sorge nel cuore di Napoli.

Ma cos'è "Scorz"? Si tratta di un giaciglio di cartone e materiali eco-sostenibili che ripara i senzatetto dal freddo nato lo scorso anno da un'idea di Giuseppe D'Alessandro, studente partenopeo dell'Università Federico II, che ha fatto del progetto la sua tesi magistrale in Architettura, e di sei amici: Antonio Altieri, Igor Di Mauro, Monica Minelli, Michela Sarnataro, Ilaria Feola e Nicola Savarese. "Un oggetto che possa unire realtà diverse e creare connessioni invece di respingere, che sia sostenibile, che possa farsi portatore di un messaggio di solidarietà, che possa essere, anche per una sola notte, rifugio" scriveva Giuseppe D'Alessandro nel presentare "Scorz".