Un ragazzo di 18 anni è stato arrestato per rapina a Napoli dagli agenti della polizia di Stato. Il giovane, che si trova adesso ai domiciliari, è accusato di aver rapinato in concorso con altri tre giovani complici, ancora ricercati, tre coetanei. La rapina è avvenuta la notte di Capodanno nel pieno centro del capoluogo campano: i quattro rapinatori avevano agito col volto coperto da caschi e scaldacollo per non farsi riconoscere. A bordo di due scooter avevano avvicinato le tre giovani vittime e minacciandoli con una pistola si erano fatti consegnare soldi – 85 euro – e tre cellulari di ultima generazione: un Samsung Galaxy S9, un Huawei P10 Lite e un Samsung Galaxy S7Edge.

Il rapinatore rintracciato grazie alla targa del suo scooter

I tre ragazzi rapinati avevano subito sporto denuncia: uno di loro era riuscito a prendere il numero di targa di uno dei due scooter utilizzati dai rapinatori ed è stato proprio questo dettaglio a incastrare il 18enne. Il ragazzo, intestatario di uno dei motorini utilizzati per la rapina, temendo che le vittime potessero aver annotato il numero di targa l'aveva tolta, ma continuava a girare sul suo scooter. In occasione di un controllo è stato però fermato dalla polizia e portato in commissariato per accertamenti. Qui, temendo di essere stato ormai scoperto, il ragazzo ha confessato di essere l'autore della rapina di Capodanno, anche se non ha fornito alcun elemento per fare individuare i propri complici.

Il giovane è figlio di un agente della penitenziaria

La perquisizione nell'abitazione in cui il 18enne abita assieme al fratello ha permesso alla polizia di ritrovare il bottino della rapina e non solo. In casa infatti gli agenti hanno scoperto e sequestrato, oltre a cellulari e un tablet, anche molto materiale della polizia penitenziaria e della polizia di Stato: quattro baschi, un berretto, una palina con la dicitura "Polizia giudiziaria della penitenziaria" priva di matricola, fondine e divise con i gradi di assistente capo della polizia penitenziaria. Dagli accertamenti è infatti emerso che il ragazzo è figlio di un agente di custodia. Oltre al materiale della penitenziaria in casa del rafazzo sono stati trovati anche quattro caschi da moto neri, diversi proiettili e quattro manganelli: su uno c'era la scritta "Juventus", sull'altro un'immagine di Benito Mussolini e la scritta "tanti nemici tanto onore". Oltre ai domiciliari per l'accusa di rapina, arrivati in esecuzione di un'ordinanza emessa dal giudice per le indagini preliminari di Napoli, per il 18enne è anche scattata una denuncia a piede libero per il possesso dei proiettili.