da Facebook – Marevivo Onlus
in foto: da Facebook – Marevivo Onlus

Hanno indossato di nuovo come maschera l'Urlo di Munch, gli attivisti di Marevivo e Univerde che stamattina hanno partecipato a un flash mob davanti sul lungomare Caracciolo. Una protesta che ricalca quella di alcuni anni fa, e ritorna per la terza giornata di Cop21, l'incontro tra gli stati firmatari della convenzione di Barcellona per il Mediterraneo in corso al Castel dell'Ovo e che si concluderà domani, 5 dicembre. Vestiti di nero e con le maschere sul volto, gli attivisti portavano cartelli con la scritta "The sea screams", "Il mare urla"; accanto a loro, altri attivisti vestiti di blu mostravano cartelli con possibili soluzioni per salvare il Mediterraneo.

"Vogliamo allargare la direttiva quadro europea Marine Strategy a tutto il Mediterraneo – spiega Marevivo – chiediamo di inserire la catalogazione completa della biodiversità tra i compiti prioritari delle Aree Marine Protette, promuovendo ricerche volte a comprendere quali specie sono presenti, come interagiscono tra loro e che ruolo hanno nel funzionamento della vita del Mare. A impatti globali devono essere date soluzioni globali".

Il ministro dell'Ambiente, Sergio Costa, si è fermato a parlare con loro prima di raggiungere la sala dove è in corso la conferenza. "Oggi si definisce la dichiarazione di Napoli – ha detto il ministro durante la conferenza – nasce dal dialogo tra 21 Paesi più l'Ue, Paesi che vogliono passare ai fatti". Gli obiettivi, ha proseguito Costa, sono "meno inquinamento in mare, più protezione degli animali, una pesca sostenibile, meno emissioni nei nostri porti. Tutti i Paesi che affacciano sul Mediterraneo sono presenti a Napoli e stanno lavorando, ora dopo ora, per definire una road map di azioni".