A bordo dovrebbero salirci al massimo 18 persone, per mantenere la distanza minima tra i passeggeri. Ma capita che, quando le corse sono poche e i gli aspiranti viaggiatori sono tanti, le misure di sicurezza siano impossibili da mantenere a meno che qualcuno non decida di fare un passo indietro, letteralmente, e di uscire dal mezzo per aspettare la corsa successiva. Facile a dirsi ma difficile nella pratica, in special modo in una città come Napoli, dove i mezzi pubblici non hanno mai brillato per efficienza e puntualità.

E così succede che in una serata di mercoledì 3 giugno, poco dopo le 20:20, in piazza Vittoria, un autobus dell'Anm rimanga bloccato per un quarto d'ora mentre passeggeri e autisti discutono. Nessun guasto tecnico, solo l'eccessiva affluenza. Quando il conducente si è reso conto che a bordo c'erano troppe persone ha detto che non sarebbe ripartito e ha delegato ai viaggiatori la decisione su come risolvere questa spinosa questione, forse immaginandosi che un gruppetto di persone avrebbe spontaneamente scelto di tornare sulla fermata per consentire la ripresa.

Speranza vana: dal quel C12 non voleva scendere nessuno, ognuno aveva i propri motivi per non aspettare la prossima corsa, col risultato che nessuno si è potuto muovere. La situazione si è risolta soltanto circa un quarto d'ora dopo, quando è stato chiaro che l'autobus sul serio non sarebbe ripartito con tutta quelle gente a bordo.

La scena è tra quelle ampiamente previste con l'introduzione delle misure di sicurezza da tutti quelli che hanno avuto a che fare negli ultimi anni coi mezzi pubblici e che hanno ben presente quelle altre scene che da sempre accompagnano i pendolari: lunghe ed estenuanti attese alle fermate, autobus e vagoni pieni all'inverosimile, viaggiatori stipati come sardine.