Sono stati pubblicati i risultati di "Mobilitaria 2020", studio annuale sull'inquinamento atmosferico condotto dal Kyoto Club e dall'Istituto sull'inquinamento atmosferico del Consiglio delle Ricerche (Cnr-Iia) che si concentra sulla qualità dell'aria in relazione alle politiche di mobilità urbana nelle principali 14 città del nostro Paese. Quello che si evidenzia nello studio è che, se la pandemia di Coronavirus ha fatto pagare un prezzo enorme all'Italia in termini di vittime, sofferenza e crisi economica, dall'altro lato il lockdown – il periodo di chiusura quasi totale per evitare la diffusione del virus – ha senz'altro giovato all'inquinamento, che si è drasticamente ridotto in quasi tutto lo Stivale nei mesi di marzo e aprile del 2020, rispetto allo stesso periodo di riferimento negli anni che vanno dal 2016 al 2019. A Napoli si registrano risultati incoraggianti: a marzo 2020, la concentrazione di biossido di azoto (NO2, si tratta di uno dei gas più nocivi) è stata inferiore del 33% rispetto a quanto registrato nello stesso mese, negli anni scorsi; ad aprile 2020 la situazione è addirittura migliorata, dal momento che la concentrazione di NO2 è stata del 57% in meno.

Ottimi risultati sono stati raggiunti anche a Roma, che ha fatto registrare il crollo più considerevole della concentrazione di biossido di azoto: 59% a marzo e 71% ad aprile. Molto bene anche Torino e Milano. "È stato analizzato nel periodo del lockdown nazionale a seguito dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 l’effetto sulla qualità dell’aria. I due mesi di blocco hanno permesso di comprendere l’importante impatto del traffico veicolare, in particolare quello privato, oltre che sulle emissioni di alcuni inquinanti anche sulle concentrazioni rilevate dalle centraline; tale evidenza risulta molto marcata, in accordo con quanto emerso dalle analisi delle stesse Agenzie per gli inquinanti legati direttamente al traffico, quale il biossido di azoto e in modo minore ma comunque allo stesso modo evidente anche per il particolato atmosferico" ha detto Francesco Petracchini, direttore di Cnr-Iia.