Un duro sfogo contro il sindaco di Napoli Luigi de Magistris. Mimmo Napolitano, uomo affetto da disabilità motorie, ha raccontato su Facebook quanto gli è capitato qualche giorno fa al centro storico del capoluogo campano. L'uomo racconta di aver parcheggiato l'auto sulle strisce blu, esponendo regolare tagliando per i disabili, e si è recato a sostenere una visita medica. Al ritorno, ha trovato una multa sul parabrezza. Per legge, anche i disabili, se parcheggiano sulle strisce blu e non su quelle gialle, devono pagare regolarmente la sosta. Come racconta Napolitano, il parchimetro era però lontano dall'auto e la sua disabilità non gli ha consentito di raggiungerlo. L'uomo, così, con il suo post su Facebook scrive una specie di lettera dedicata al primo cittadino partenopeo Luigi de Magistris, lasciandosi andare a un duro sfogo nei suoi confronti.

Caro Sindaco,
sono una persona disabile, deambulo a fatica e in modo precario, cosa che mi costringe a muovermi solo in auto. L'altro giorno ero in centro, per una visita medica, ed ho parcheggiato sulle strisce blu, esponendo il mio regolare tagliando azzurro per disabili. Ebbene, non ci crederai, al ritorno ho trovato una multa sul parabrezza, messo proprio in corrispondenza del tagliando. E sì, perché ora nella nostra città, anche i disabili pagano sulle strisce blu, di pertinenza del comune che tu amministri. Il fatto è che il parchimetro era a 500 mt di distanza dall'auto, per cui io avrei dovuto fare più di un km a piedi per prendere il grattino, portarlo all'auto e poi andare allo studio medico; ora ti sembrerà assurdo, ma io nun ce ‘a faccio a fa' nu chilometro. Chiesti chiarimenti agli ausiliari, mi rispondono "avete ragione!, però la multa ve la dobbiamo fare".
Vedi, Sindaco, tu vuoi fare la flotta per salvare i migranti ma non fai una telefonata al comandante dei vigili per dirgli di non emettere questi verbali umilianti. Umilianti, sì, ma non per me, per la città, perché io te li do i 20 euro, ma tu hai perso ancora una volta la faccia, hai perso l'occasione di essere il sindaco della città dell'accoglienza o di tutte le parole con le quali ti riempi la bocca.
Vedi, Sindaco, io ormai ho un rapporto sereno con la mia disabilità, perché altrimenti, Sindaco, io ti verrei a cercare e te facesse na faccia ‘e paccheri, per me e per tutte le persone che a causa della tipica indolenza partenopea, sono ogni giorno umiliate e costrette a vivere il disagio per la mancanza di buon senso.
Cia', Sindaco, secondo me sei pronto per la politica nazionale