15 Maggio 2020
10:42

Napoli, documenti falsi per i terroristi: tra gli indagati chi ha aiutato l’attentatore di Berlino

Una vasta operazione antiterrorismo è andata in scena alle prime luci di questa mattina a Napoli: sono 8 le ordinanze di custodia emesse, 20 le perquisizioni disposte a carico di 19 persone indagate, dediti nella produzioni di documenti falsi per i terroristi. Tra queste, anche un algerino sospettato di aver aiutato Anis Amri, l’attentatore della strage di Berlino del 2016.
A cura di Valerio Papadia
Immagine di repertorio
Immagine di repertorio

Documenti falsi da fornire ai terroristi internazionali: alla prime ore di questa mattina, a Napoli, è andata in scena una vasta operazione antiterrorismo che ha visto in campo gli uomini della Digos di Roma – aiutati da quelli della Digos di Napoli, Caserta e Benevento, dalla Polizia Scientifica e dagli uomini del Reparto Prevenzione Crimine – e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli. L'operazione ha portato all'emissione di 8 ordinanze di custodia e a 20 perquisizioni a carico di 19 persone indagate, dedite secondo gli inquirenti alla produzione di documenti falsi destinati a terroristi nei Paesi esteri sia in Area Schengen che extra Schengen. L'operazione è coordinata, a livello internazionale, dal Servizio per il contrasto dell'estremismo e del terrorismo esterno e dall'Ectc (European counter terrorism center) dell'Europol, che sta svolgendo analoghe operazioni in vari Paesi europei. Tra gli indagati a Napoli figura anche un algerino, sospettato di aver aiutato Anis Amri, l'attentatore della strage di Berlino del Natale 2016.

Il 19 dicembre del 2016, nel pieno delle festività natalizie, un autoarticolato piombò sulla folla di un mercatino di Natale a Berlino, uccidendo 12 persone e ferendone 56. L'attentato fu rivendicato dallo Stato Islamico e gli inquirenti si misero subito sulle tracce di Anis Amri, di origine tunisina, considerato l'esecutore materiale della strage. Pochi giorni più tardi, alle prime luci del 23 dicembre, Anis Amri è stato ucciso in un conflitto a fuoco con la Polizia di Stato – due agenti rimasero feriti – all'esterno della stazione di Sesto San Giovanni, nella provincia di Milano.

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