Egidio Giordano (DeMa)
in foto: Egidio Giordano (DeMa)

“Voglio lavorare in continuità con quello che si sta già facendo alla III Municipalità, che è il laboratorio più interessante in città. Dare un contributo per rafforzare un'attività che Ivo, come presidente, sta realizzando sul territorio è una bella sfida”. Non ha dubbi Egidio Giordano, da oggi assessore alle Politiche Sociali e alla Cultura della III Municipalità di Stella-San Carlo. Il decreto è stato firmato dal presidente del parlamentino nel pomeriggio. Un incarico che prevede un'indennità tra i 1.200 e i 1.300 euro circa al mese. Ma Giordano assicura: “Non mi interessano i soldi, non ne ho bisogno. Non so nemmeno quanto guadagna un assessore municipale. Nella vita ho sempre lavorato. Mi sembra offensivo anche fare un ragionamento del genere”.

Insurgencia "piglia tutto", si potrebbe dire. Con la sua nomina il centro sociale sembra fare l'en plein. Egidio Giordano prende il posto che fu di Laura Marmorale, oggi assessore a Palazzo San Giacomo nella giunta de Magistris, anche lei cresciuta nell'ambiente del centro sociale di sinistra. Dallo stesso milieù arriva anche il presidente del parlamentino Ivo Poggiani, amico di lunga data di Egidio Giordano, che a sua volta è il compagno di Eleonora De Majo, consigliere comunale e pasionaria presidente della commissione Urbanistica. Nella frangia movimentista di Dema anche Pietro Rinaldi, avvocato di professione, con una lunga militanza a sinistra, oggi capo di gabinetto in Città Metropolitana, dopo essersi dimesso da consigliere comunale.

La nomina di Giordano, insomma, rafforza il peso dei centri sociali all'interno di Dema e nell'amministrazione arancione. “Insurgencia è forte? – chiosa Giordano – Si vede che l'esperimento funziona. D'altra parte, dentro l'esperimento amministrativo del sindaco ci sono senza dubbio i movimenti, anche se non tutti quelli presenti in città. Io credo che finora, dove hanno governato, come nella III Municipalità, abbiano dato risultati importanti, consentendo anche a quartieri difficili come la Sanità, di trovare riscatto. Se pensiamo che questa nomina possa essere un investimento su una scelta che ha portato finora dei risultati, io dimostrerò che è così”.

“Troppo potere a Insurgencia? Forse è perché siamo bravi – aggiunge Ivo Poggiani – Non capisco la polemica. Gli esponenti di Insurgencia, però, non hanno nomine politiche. Il primo è Egidio. Eleonora è stata eletta con 2mila voti. Io con 16mila. Laura Marmorale non era un'attivista in senso stretto. Pietro Rinaldi viene da quel mondo, ma non è stato eletto all'interno del centro sociale. Egidio, poi, va a colmare una posizione vacante che era coperta da Marmorale. Ho individuato un profilo molto politico, come quello di Laura, affinché mi desse una mano sui temi della cultura che sono stati in questi anni vincenti. Forse nessuno se n'è accorto, ma questo mese abbiamo portato a casa 40 milioni di euro, grazie ai fondi nazionali per il centro storico Unesco che andranno in parte al Rione Sanità e a Capodimonte. E il sindaco firmerà a fine mese l'accordo con i ministeri della Cultura e del Mezzogiorno".

"Egidio – prosegue Poggiani – rispetto agli eventi culturali costruiti in città può dare una mano in più e farci fare uno scatto. È una persona di mia fiducia, ci conosciamo da piccoli. Le polemiche per la sua nomina non mi spaventano. Ne hanno fatte su di me quando sono diventato presidente. Dicevano che chi viene dai centri sociali non avrebbe mai potuto governare bene. Oggi chi può dire che non abbiamo lavorato bene alla Sanità? La Municipalità che più è riuscita a dare dignità a questa istituzione così bistrattata è proprio la nostra. Le critiche lasciano il tempo che trovano. Io lavoro 13-14 ore al giorno. E anche Egidio lavorerà. Anche lui è stato già bersagliato in passato e probabilmente lo sarà ancora perché viene dai centri sociali, ma ne ha rappresentato la parte migliore”.

Ma Giordano ha già un programma? “Sulle politiche sociali – spiega il neo-assessorino – quello di continuare a lavorare per migliorare la vivibilità della III Municipalità e dare una mano agli ultimi e alle persone in difficoltà. Sulla cultura c'è un'altra sfida affascinante, perché l'estate è imminente e si dovranno costruire tanti eventi tematici. Su un altro fronte, poi, va rafforzata la collaborazione con i musei del territorio”.

Le polemiche alla nomina di Egidio Giordano

Intanto, però, non mancano le polemiche. La nomina di Giordano ha creato malumori anche dentro Dema, dove non è mancato chi nelle ultime settimane avrebbe preferito altri nomi. “Alle polemiche si risponde sempre con i fatti. Senza fare fuffa – taglia corto Giordano – La mia nomina non è in quota di nessuno. È una scelta che viene dalla Municipalità. Semmai si può dire che sono in quota Poggiani, ma Ivo non si fa imporre niente da nessuno. Per quanto riguarda Dema, non mi risulta nessuna spaccatura”.

Su questo, però, Poggiani è cauto. “Ci sono sempre malumori in Dema consiglio comunale – argomenta il presidente della III Municipalità – Ma non ci spaventano. Siamo i portavoci dei territori. Se qualcuno storce il naso è perché fa un ragionamento di conta delle poltrone. Ma è una scelta che lascia il tempo che trova. Io non sono una corrente di Dema, ma un presidente di Municipalità”. E sulla nomina di Giordano precisa: “Io non mi faccio imporre le cose da nessuno. Chi mi conosce sa bene che non accetto imposizioni dall'alto. E poi mi avrebbero imposto mio fratello. Sulla nomina di Egidio abbiamo ragionato con Dema, con il sindaco, con gli assessori e con Auricchio. È stata una scelta condivisa col sindaco. Ma alla fine io sono il presidente, la giunta è mia e la nomino io”.

Intanto, però, si rincorrono le voci di frizioni e dissapori all'interno del mondo dei centri sociali e della sinistra, mentre anche la visita del ministro Salvini della scorsa settimana si è trasformata in un terreno di scontro nel corteo tra gli esponenti di Potere al Popolo e dei movimenti. “In piazza le discussioni si fanno da sempre – chiosa Giordano – così come nelle assemblee. Poi si chiariscono. In questo momento però, mi pare ci sia un accanimento nei confronti dei movimenti”. “Io credo che ognuno abbia la sua sensibilità – incalza Poggiani – Io non mi presenterei mai con le bandiere di Dema davanti a un corteo. È sbagliato. Non so per cosa ci sia stato il diverbio. Ma tra questo e parlare di una spaccatura all'interno del movimento c'è un mare”.

Intanto, il fronte di Insurgencia di Dema potrebbe avere un ruolo anche nelle prossime competizioni elettorali. “Sulle Regionali – spiega Poggiani – bisogna aprire un ragionamento, lo faremo con Dema, non da soli. Non siamo una corrente. Certo, siamo cresciuti, abbiamo un'estrazione politica comune. Non si rinnega il passato. Noi siamo Dema, il progetto civico di sinistra che Luigi ha voluto e discuteremo col nostro leader le scadenze. Se ci chiede una mano, non ci tiriamo indietro”.