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Napoli, Lucio D’Errico ucciso dalla Camorra per il pizzo, Stato dona al nipote un bene confiscato

Lucio D’Errico, un nonno di Napoli, è stato ucciso dalla Camorra per essersi rifiutato di pagare il pizzo. A raccontare la storia è il nipote Davide, davanti a un bene confiscato alla criminalità organizzata, nel quartiere Sanità, dove nasce un’agenzia di servizi gratuiti per persone in difficoltà . Fico: “Lo Stato ha vinto”.
A cura di Alessia Rabbai
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Ucciso dalla Camorra dopo che disse per ben tre volte ‘no' a ripetute e insistenti minacce di pagare il pizzo. E' la storia di Lucio D'Errico, un nonno dai grandi valori, un imprenditore che aveva un capannone di materiali elettrici a Ponticelli, nella periferia Est di Napoli. Era il 1993 quando accaddero i fatti, a raccontare la storia è il nipote Davide, 27 anni, davanti ad un bene confiscato alla criminalità organizzata, in un vicolo del quartiere Sanità che è stato inaugurato oggi, sabato 22 dicembre. Uno spazio che si chiamerà ‘Opportunity' e che sarà dedicato a nonno Lucio: un'agenzia di servizi gratuiti per persone in difficoltà. Offrirà assistenza medica, legale ma anche libri. Presente all'appuntamento anche il presidente della Camera Roberto Fico, che ha parlato di "riscatto", di una "vittoria dello Stato".

Davide: "Per sconfiggere la Camorra servono persone normali"

"Da piccolo ho pensato che mio nonno fosse un eroe e ho pensato anche a cosa avrei fatto io al suo posto con una pistola puntata in faccia – ha detto Davide – poi mi sono detto che la Camorra, per essere sconfitta, non ha e non deve avere bisogno solo di eroi ma di persone normali". Da qui il suo impegno a capo di una onlus, che sarà capofila di altre cinque onlus, e tutte insieme gestiranno il centro nel bene confiscato. Nel piccolo appartamento arredato, anche grazie al crowdfounding, con materiali di riuso, ma dove c'e' anche un'opera d'arte del XVI secolo, chi ne avrà bisogno potrà chiedere la consulenza di un medico, di un avvocato ma anche di un nutrizionista, di un fisioterapista. Per i bimbi ci saranno dei corsi e poi sarà attivato il bookCrossing. "Ho sempre pensato che il quartiere Sanità si chiama così perché ti cura", dice Davide che mostra orgoglioso un dipinto di Totò in bella mostra sulla facciata d'entrata. 

Fico alla Sanità: "Il riscatto è sempre possibile"

"Questo è un quartiere che si sta risollevando con una rivoluzione ed una evoluzione incredibile – ha detto Fico – il riscatto è sempre possibile e la Sanità è un modello di riscatto. Questo quartiere, come ho già detto spesso, sta andando avanti in modo positivo ed oggi questa confisca e questo riuso del bene segna un passo in avanti per lo Stato". "I beni confiscati vanno riutilizzati velocemente e devono essere un laboratorio sul territorio di un altro sviluppo possibile, culturale e sociale – ha concluso – questo è un grande esempio e ce ne sono tanti altri. Ho letto i progetti di questi ragazzi e sono incredibili. Oggi, qui, lo Stato ha vinto".

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