"Dormo in macchina dal giorno in cui mi hanno sfrattata, dall'8 novembre. Mio marito è in galera, non lo vedo da sei mesi e abbiamo anche perso il lavoro. Un buco è quello che chiediamo, una colletta, un piccolo aiuto per iniziare. Non vogliamo approfittare di niente". Due donne, madre e figlia di 54 e 32 anni, vivono da più di due mesi in macchina. Un dramma iniziato qualche mese fa, quando il marito della 54enne, parcheggiatore abusivo, è finito in galera: e se prima la famiglia ce la faceva a sbarcare il lunario adesso, con l'uomo in prigione che deve essere mantenuto, pagare un affitto è sempre più difficile. E così, l'8 novembre, è arrivato lo sfratto per le due donne, costrette adesso a dormire in macchina. Per cercare di non sentire il freddo, provano a coprirsi quanto possibile con le coperte in loro possesso.

La vicenda delle due donne è diventata nota dopo che un cittadino (a loro insaputa) ha reso pubblica la vicenda sui social network. U gesto fatto ovviamente in buona fede che però non è stato gradito, dato che le due non avevano detto nulla nemmeno ai loro familiari. "Avrebbe potuto chiedere prima", ha commentato la 54enne. "Io non ho chiesto aiuto nemmeno ai miei familiari, non mi va che si sappia in giro che stiamo per strada. Se volevo fare questo casino lo avrei fatto dal primo giorno". La situazione è resa ancora più complicata dal fatto che le due donne non hanno documenti perché la carta d'identità è scaduta a entrambe. E senza una residenza, hanno difficoltà a fornire i dati per rinnovarla.

"Abbiamo portato generi di prima necessità, un primo aiuto umanitario – ha spiegato Gennaro Tortora, della Protezione Civile – E con l'occasione abbiamo dato delle informative a livello amministrativo. Ci auguriamo che questa fase sia provvisoria, perché sta iniziando a fare freddo". "Qualora dovessero sorgere dei problemi, le supporteremo", ha invece dichiarato il consigliere municipale Rosario Palumbo.