Ancora una polemica tra l'Azienda Napoletana Mobilità ed i suoi lavoratori: dopo che, a sorpresa, stamane ben quindici linee erano state sospese o interessate da forti ritardi, nel tardo pomeriggio una nota dell'Anm stessa ha spiegato che dietro questo disagio c'è stato il rifiuto da parte di 63 autisti "di uscire dal deposito di via Puglie alla guida degli autobus". Di conseguenza, si era quasi paralizzata la circolazione delle linee R2, R5, 151, 154, 116, 173, 669, 196, 191, 175, 182, 195, 156, 158, 177 e 5, i cui mezzi erano proprio nel deposito nel quale è avvenuto questo "ammutinamento" dei lavoratori.

La motivazione: "Mezzi pericolosi"

Il rifiuto di uscire dal deposito, ha spiegato Anm, sarebbe stato motivato "con presunti problemi ai mezzi". Particolarmente seccata la risposta dell'azienda, che ha parlato di mezzi "che circolano ogni giorno a Napoli, che hanno regolare idoneità da parte della motorizzazione e vengono costantemente manutenuti". Di fatto, però, i lavoratori che hanno incrociato le braccia hanno fatto sì che su 110 autobus previsti, ben 60 fossero fermi, creando il caos. "Le posizioni dei 63 autisti saranno esaminate per l'avvio delle relative procedure disciplinari", spiega ancora l'azienda nella nota.

Al parcheggio Brin spunta perfino un mini appartamento

Già nelle scorse ore, l'azienda aveva scoperto altri due autisti "infedeli", verso i quali avviare l'iter disciplinare: uno di essi, all'interno del parcheggio Brin, aveva "arredato" uno stanza con un divano, una scrivania ed una credenza, facendola diventare una propria stanza personale di cui solo lui aveva le chiavi, tanto che è stato necessario scassinare la porta, chiusa anche con un lucchetto. Un altro autista, invece, era stato sorpreso a dormire sull'autobus, mentre avrebbe dovuto essere in servizio.